Il “pedofilo crocifisso” nel blog del maestro accusato di molestie

Marzo 24, 2008 at 17:44 (Abusi sui minori, Cronaca, Pedofilia) (, , , , )

Un altro esempio di come una vicenda gravissima di pedofilia trovi tutti impreparati ad affrontarla, se non attraverso proclami di giustizia sommaria 

(m. so.) REGGIO EMILIA (24 MAR. 2008) – Il Gip di Reggio Emilia ha fatto sequestrare il blog del maestro arrestato nei giorni scorsi per atti pedofili alle scuole medie di Correggio. Ma neanche il magistrato può molto contro il potente Google, anche perché la memoria del motore di ricerca risiede tranquilla in qualche scantinato americano.
E allora, spulciando appunto nella “cache” di Google, Emilianet ha fatto una piccola ma significativa scoperta proprio sulle pagine del blog di P. L. M.
L’unica volta che il giovane accusato usa la parola pedofilo o pedofilia è in un lungo post dell’11 novembre 2007 (proprio il periodo in cui sarebbero cominciate le molestie alle bambine) pubblicato a notte fonda, alle 23.44.
Scrive P. L. M (il nome e cognome lo trovate ovunque, ma a noi piacerebbe proprio che in Italia si facesse come in altri paesi civili dove non si pubblica l’identità di un accusato fino almeno al primo passaggio giudiziario – e poi così facendo si sarebbero tutelate soprattutto le bambine oggetto di violenza)… dicevamo, scrive P. L. M.:

“Se oggi sei un educatore, un catechista, un insegnante
ed invece di rubare i soldi a qualcuno lo fai per vocazione
(vedi Don Milani o Mario Lodi)
ed ami stare con i tuoi allievi, aiutarli a crescere, farli stare bene,
trasmettergli valori positivi, fiducia, ottimismo,
donando incondizionatamente affetto ed amore,
se ami trascorrere con loro la maggior parte del tuo tempo,
anche quello del tuo tempo libero,
sei un pedofilo e ti “mettono in croce” e qui aggiungo
anche con il rischio di finire in galera…
Se invece passi del tempo con distinti signori della tua età,
magari in giacca e cravatta che neanche sanno cosa sia un bambino
e che parlano solo di sport, donne e scommesse
e che la sera magari si guardano qualche bel filmetto porno
allora sei in REGOLA…
(Gesù mio mi viene da vomitare…)”

   

Lungi da noi processare pubblicamente qualcuno o sostituirci alla magistratura. Però questa storia del pedofilo messo in croce raccontata dal maestro arrestato, fa pensare. Fa pensare a una forma di “difesa preventiva”, a un modo di razionalizzare l’indicibile. Qualche segnale allora c’era e c’era anche qualcuno che non l’ha colto.Soprattutto a noi fa pensare a un paradosso. Di fronte a un’enormità come la pedofilia, la prima risposta della società dovrebbe essere: questi atti non devono mai più ripetersi, bisogna fare qualsiasi cosa perché da oggi non avvengano più. E quindi anziché spararla grossa con cose come la castrazione chimica e (perché no?) come fanno in America il duplice o triplice ergastolo per lo stesso reato (tanto di vita da scontare in galera persino i pedofili ne hanno una sola), perché qualcuno non si chiede come fare a far sì che queste persone diventino inoffensive davvero. Se la pedofilia è una malattia, cerchiamo il modo migliore di aiutare chi ne è affetto a non far male a nessun bambino o bambina. Se è un peccato allora trasformiamoci in uno Stato religioso e applichiamo le pene corporali che tanto deprechiamo nell’Islam integralista. Facciamo qualcosa, ma non parliamo a vanvera su una questione così seria. Se è vero che la gran parte delle violenze avvengono in ambito familiare, interroghiamoci sulle violenze commesse in famiglia e cerchiamo davvero di far uscire le famiglie (le donne e i bambini che subiscono mariti e padri violenti) da questo incubo.Se la vicenda di P. L. M. si rivelerà un enorme abbaglio sarebbe meglio che la stampa chiudesse baracca. Se si rivelerà un’atroce violenza su minori sarebbe il caso di chiedersi come è stato possibile che questa società non sia riuscita a spingere una persona intelligente, colta e piena di vita verso un rapporto corretto verso i minori a lui affidati, come è stato possibile che nessuno si sia accorto di nulla.

Resta per ultima una inquietante coincidenza, a cui neppure P. L. M. aveva pensato scrivendo nel suo blog a proposito di pedofili “crocifissi”. Proprio lui arrestato la notte di giovedì santo e “messo in croce” il venerdì santo (giorno in cui è uscita la notizia). E non risorto la domenica di Pasqua.

Emilia.net 24 marzo 2008

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