Il “pedofilo crocifisso” nel blog del maestro accusato di molestie
Un altro esempio di come una vicenda gravissima di pedofilia trovi tutti impreparati ad affrontarla, se non attraverso proclami di giustizia sommaria
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(m. so.) REGGIO EMILIA (24 MAR. 2008) – Il Gip di Reggio Emilia ha fatto sequestrare il blog del maestro arrestato nei giorni scorsi per atti pedofili alle scuole medie di Correggio. Ma neanche il magistrato può molto contro il potente Google, anche perché la memoria del motore di ricerca risiede tranquilla in qualche scantinato americano. “Se oggi sei un educatore, un catechista, un insegnante
Lungi da noi processare pubblicamente qualcuno o sostituirci alla magistratura. Però questa storia del pedofilo messo in croce raccontata dal maestro arrestato, fa pensare. Fa pensare a una forma di “difesa preventiva”, a un modo di razionalizzare l’indicibile. Qualche segnale allora c’era e c’era anche qualcuno che non l’ha colto.Soprattutto a noi fa pensare a un paradosso. Di fronte a un’enormità come la pedofilia, la prima risposta della società dovrebbe essere: questi atti non devono mai più ripetersi, bisogna fare qualsiasi cosa perché da oggi non avvengano più. E quindi anziché spararla grossa con cose come la castrazione chimica e (perché no?) come fanno in America il duplice o triplice ergastolo per lo stesso reato (tanto di vita da scontare in galera persino i pedofili ne hanno una sola), perché qualcuno non si chiede come fare a far sì che queste persone diventino inoffensive davvero. Se la pedofilia è una malattia, cerchiamo il modo migliore di aiutare chi ne è affetto a non far male a nessun bambino o bambina. Se è un peccato allora trasformiamoci in uno Stato religioso e applichiamo le pene corporali che tanto deprechiamo nell’Islam integralista. Facciamo qualcosa, ma non parliamo a vanvera su una questione così seria. Se è vero che la gran parte delle violenze avvengono in ambito familiare, interroghiamoci sulle violenze commesse in famiglia e cerchiamo davvero di far uscire le famiglie (le donne e i bambini che subiscono mariti e padri violenti) da questo incubo.Se la vicenda di P. L. M. si rivelerà un enorme abbaglio sarebbe meglio che la stampa chiudesse baracca. Se si rivelerà un’atroce violenza su minori sarebbe il caso di chiedersi come è stato possibile che questa società non sia riuscita a spingere una persona intelligente, colta e piena di vita verso un rapporto corretto verso i minori a lui affidati, come è stato possibile che nessuno si sia accorto di nulla. Resta per ultima una inquietante coincidenza, a cui neppure P. L. M. aveva pensato scrivendo nel suo blog a proposito di pedofili “crocifissi”. Proprio lui arrestato la notte di giovedì santo e “messo in croce” il venerdì santo (giorno in cui è uscita la notizia). E non risorto la domenica di Pasqua. Emilia.net 24 marzo 2008 Articoli correlati: Pedofilia: la filosofia e i corsi del maestro di teatro arrestato perchè avrebbe abusato delle sue alunne |



