“Gravina, basta processi in piazza”

Marzo 6, 2008 at 9:28 pm (Ciccio e Tore, Cronaca, Giornalisti, fratellini gravina) (, , )

Il numero due Mancino risponde alla nota di Marzano che lamenta interferenze sul lavoro dei pm da parte di giornali e tv

Gabriella De Matteis

Il Csm in aiuto della procura: stop alle forzature mediatiche

Ha chiesto e ottenuto la tutela del Csm. Il procuratore Emilio Marzano ha preso carta e penna e ha scritto al Consiglio superiore della magistratura. Lo ha fatto all´indomani delle polemiche scoppiate dopo il ritrovamento dei corpi di Francesco e Salvatore. Nella nota, trasmessa a Nicola Mancino, vicepresidente dell´organo di autotutela della magistratura, il capo degli uffici giudiziari di via Nazariantz ha denunciato «le interferenze e le valutazioni esorbitanti da parte dell´informazione scritta e radiotelevisiva» sull´inchiesta che ha portato in carcere.
Dopo la scoperta dei resti di Francesco e Salvatore in una cisterna nel centro del paese e le voci su una possibile caduta accidentale, l´opinione pubblica si è divisa tra innocentisti e colpevolisti. E ora è il vicepresidente del Csm a dire no ai processi mediatici, a fare propria la nota del procuratore di Bari. In apertura dei lavori del plenum, Nicola Mancini, spiegando comunque di non volere entrare «nel merito della vicenda sulla quale sono in corso indagini giudiziarie, ha ammonito: «Non facciamo sempre processi in piazza». Un concetto già ribadito dal procuratore che nel parere sfavorevole all´istanza di scarcerazione presentata dalla difesa di Filippo Pappalardi aveva parlato del «rischio che corre il lavoro dei magistrati per effetto di osservazioni e commenti fatti in libertà, ingigantiti dalla invalsa deplorevole prassi dei processi mediatici, a opera di chiunque ritenga di pontificare comodamente, senza responsabilità, sulla tragica vicenda, pur non conoscendo nulla dei dati dell´inchiesta».
Emilio Marzano esprimendosi sulla richiesta presentata dall´avvocato di Filippo Pappalardi aveva difeso l´operato della procura. Che ora ha anche la tutela del Csm. «Il sensazionalismo è spesso nemico della verità. Del resto - ha spiegato Nicola Mancino - i media non sempre sono tenuti alla verifica della verità e i giudici - non bisogna mai dimenticarlo - non amministrano la giustizia sull´onda di umori mutevoli. La suggestione di ben costruite forzature mediatiche può stravolgere le indagine istruttorie e condizionare l´esito dei processi».
E a chi, come l´avvocato Carlo Taormina, ha sollecitato iniziative del Csm sul comportamento della procura, il vicepresidente ha spiegato che non è compito dell´organo di autogoverno «interferire in un´attività investigativa che è propria degli organi giudiziari, sindacabile solo nelle varie fasi del giudizio». «L´interesse, oggi, - ha concluso Mancino - è rivolto ad acquisire conoscenza piena di come e ad opera di chi i due bambini sono precipitati nella cisterna. E´ una pagina inquietante che si è aperta e sulla quale ognuno ha legittimamente diritto di sapere dall´autorità giudiziaria competente come si sono svolti i fatti».
La pratica a tutela della procura di Bari è stata aperta dalla prima commissione del Csm, presieduta da Antonio Patrono. E mentre l´opinione pubblica si divide tra innocentisti e colpevolisti, gli inquirenti cercano riscontri all´ipotesi accusatoria. Per questo hanno chiesto di ascoltare nella forma dell´incidente probatorio i tre ragazzini che hanno raccontato di aver giocato, la sera della scomparsa, con Francesco e Salvatore. Uno in particolare ha detto di aver visto i due fratellini con Filippo Pappalardi. Il fascicolo è stato affidato al gup Anna Rosa De Palo. I tre bambini dovranno ripetere il proprio racconto davanti al giudice e alla difesa dell´imputato. Sino a questo momento hanno ricostruito la sera del 5 giugno solo con i magistrati e la polizia.

(La Repubblica Bari 06 marzo 200 8)

1 Commento

  1. Fratellini Gravina: il pianto del padre, la posizione della Procura, le sentenze dei media « Wildgreta, il blog ha detto,

    Marzo 7, 2008 a 12:22 pm

    [...] “Gravina, basta processi in piazza” [...]

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