Giallo Garlasco, legali Stasi:nessuna foto pedopornografica su pc

Febbraio 19, 2008 at 10:59 (Cronaca) (, , , , , )

Giallo di Garlasco I legali di Alberto Stasi:

L’uso del computer non può costituire una prova processuale
Stefano Zanette
VIGEVANO (Pavia)
Lo hanno scritto, per la prima volta, nero su bianco, in un atto formale: il computer non è utilizzabile come prova. La difesa di Alberto Stasi, l’unico indagato per l’omicidio di Garlasco, ha consegnato ieri in Procura a Vigevano la perizia informatica sugli hard disk del fidanzato di Chiara Poggi. Nelle pagine arrivate sulla scrivania del sostituto procuratore Rosa Muscio, titolare delle due inchieste che vedono indagato Alberto, sia quella per l’omicidio volontario sia l’altra, aperta lo scorso dicembre, sulla detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, la difesa contesta ogni tipo di accusa, sostenendo pure che sul pc non è stata trovata alcuna immagine di pedofilia.
Ma, soprattutto, si conferma quanto trapelato già dallo scorso agosto ma sempre detto solo a mezza bocca, anche per rispetto degli inquirenti: si sono “bruciati” la prova del computer. Le indiscrezioni trapelate inizialmente dagli ambienti investigativi smentivano infatti l’alibi del laureando bocconiano, che nel suo racconto sosteneva che la mattina del delitto aveva lavorato al computer sulla sua tesi: il portatile risultava però acceso solo pochi minuti nell’intera mattinata del 13 agosto.
Ma in realtà dalla difesa di Stasi si avanzavano dubbi sulla legittimità di tali supposizioni: «Come si fa a sapere quanto tempo è stato acceso il computer – diceva già nell’agosto scorso il primo avvocato difensore dell’indagato, Giovanni Lucido, poi sostituito a metà settembre – se la Procura non ha ancora disposto gli accertamenti?». Un dubbio che viene ora confermato dalla perizia difensiva sui pc, nella quale si sostiene che il computer di Alberto, consegnato spontaneamente quando non era ancora indagato (l’avviso di garanzia gli è stato consegnato una settimana dopo il delitto, lunedì 20 agosto) è stato aperto e chiuso più volte tra il 14 e il 29 agosto. «Abbiamo cercato di dare un contributo oggettivo – è il commento del professor Angelo Giarda, uno degli avvocati dell’attuale collegio difensivo di Stasi – soprattutto per dimostrare che il racconto di Alberto era vero e che l’elaborato della tesi è stato arricchito proprio nei momenti in cui la ragazza veniva aggredita».
La perizia difensiva sostiene infatti che quando il pc portatile era stato spento la sera del 12 agosto, prima del delitto, il file della tesi di laurea era di 151 pagine, mentre quando il computer è stato chiuso dai carabinieri, la mattina del 14 agosto, le pagine erano 155. Ma l’alibi delle 4 pagine sembra marginale rispetto alle considerazioni tecniche, che sostengono che l’accertamento disposto dalla Procura sul computer sia inutilizzabile come prova.
Gazzetta del Sud Ondine 19 febbraio 2008
STRAGE DI ERBA:

1 Commento

  1. Garlasco, l’avvocato di Stasi:”Chiara sapeva delle foto nel pc di Alberto”. E l’avvocato dei Poggi annuncia querela. « Wildgreta, il blog ha detto,

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