febbraio 17, 2008

Pedofilia,condanna don Crocetti: il vescovo sapeva

Posted in abusi sessuali sui minori, chiesa e pedofilia, Cronaca, Scandali ecclesiastici, violenza sessuale religiosi tagged , , , at 15:20 di wildgreta


fonte: www.bambinicoraggiosi.com

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Don Massimiliano Crocetti

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 di Roberta Lerici

Dopo la condanna di ieri a 4 anni e quattro mesi di don Massimiliano Cocetti, facciamo un salto nel passato e scopriamo, grazie alla segnalazione di un nostro visitatore, che i problemi di don Crocetti erano noti sin dal 1997 ed erano anche stati segnalati al vescovo Fiorino Tagliaferri. Allora don Crocetti non era ancora stato ordinato sacerdote e si sarebbe potuto fermarlo. Invece non fu fatto nulla e oggi, la curia vescovile di Viterbo, in una lettera al giornale Tuscia web, afferma che non ritiene gli indizi raccolti su don Crocetti sufficienti a condannarlo e che attende il terzo grado di giudizio. Parole che suonano ancor più stonate, se pensiamo ai dieci anni trascorsi dalla prima segnalazione sui problemi di don Crocetti e ai tanti trasferimenti che hanno compagnato il sacerdote. Ma la curia vescovile, in fondo, non ha fatto altro che reiterare ciò che dicono sempre coloro che sono accusati di pedofilia:”Sono stato frainteso, non c’è una sola prova contro di me, se non le parole di qualche ragazzino, montato da chi aveva interesse a screditarmi. I gradi di giudizio sono tre”.

Un suo compagno di studi: «Conoscevamo i suoi strani comportamenti e li segnalammo alla Curia»«Chiedemmo di rinviarne l’ordinamento»Oriolo: sul prete arrestato per violenza un passato di trasferimenti

di SIMONE CANETTIERI

«Sì, io – come altri sacerdoti – conoscevo da tempo certi strani comportamenti di don Massimiliano. Al punto che prima che venisse ordinato sacerdote nel ’97, quando ancora era vice rettore del seminario minore di Montefiascone, scrissi insieme a loro alla Curia, retta dal vescovo di allora Fiorino Tagliaferri, affinchè rinviasse l’atto. Portando in questa lettera esempi e fatti tangibili su certe situazioni che riguardavano don Massimiliano e che ci angosciavano. Ma da quella lettera fino all’altro giorno non abbiamo mai ottenuto una risposta da parte di nessuno». A parlare, rimanendo nel più stretto anonimato, è un sacerdote coetaneo di don Massimiliano, un suo vecchio compagno di studi, ora parroco di una chiesa della Tuscia.

Una testimonianza che non vuole essere né una sentenza nei confronti del padre di Oriolo Romano don Massimiliano Crocetti (accusato di tentata violenza su un minore del paese e ora agli arresti domiciliari), né una prova per gli inquirenti, né tantomeno un’accusa nei confronti della curia vescovile del capoluogo. Ma solo una testimonianza di chi conosce da lontano il percorso spirituale dell’attuale capo spirituale della comunità di Oriolo, un paese che ha amato e ama il suo ”don Max” e che da tre giorni è caduto nel più profondo sconcerto. Incredulo per questo arresto e per le accuse da cui è scaurito.

Racconta ancora il sacerdote viterbese: «Alla fine Massimiliano venne ugualmente ordinato dal vescovo Tagliaferri: fu proprio uno degli ultimi e inviato ad Acquapendente; dopo due anni venne di nuovo trasferito a Cura di Vetralla come vice-parroco. Anche qui, mi risulta, ci furono alcuni episodi anomali e voci equivoche che investirono don Massimiliano, se non addirittura una denuncia. Tant’è che dopo pochi anni venne di nuovo trasferito a Oriolo Romano. Non spetta a me giudicare, ma cambiare tre parrocchie in nove anni è quantomeno singolare. E a questo punto mi viene anche il legittimo dubbio che anche l’attuale vescovo Lorenzo Chiarinelli fosse all’oscuro di tutto. Come se intorno a lui ci fosse una sorta di filtro».

Intanto ieri pomeriggio si è svolto un incontro tra i due legali del 36enne parroco oriolese – Severo Bruno a nome della Curia vescovile e Antonello Cecchini quello nominato dalla famiglia Crocetti – per cercare di stabilire una strategia difensiva comune. Don Massimiliano Crocetti si trova in questi giorni in una località segreta, vicino a Canale Monterano, agli arresti domiciliari in attesa che venga ascoltato dal gip. Sulle spalle, al momento, gravano le accuse di tentata violenza su minore. Secondo una ricostruzione non ufficiale si tratterebbero di alcune attenzioni che il parroco avrebbe rivolto nei confronti di un giovane di Oriolo, proveniente da una famiglia disagiata del paese. «Le indagini sono partite dal nostro assessorato ai Servizi sociali, sono inziati a Oriolo e sono terminate qui», ha sempre detto il sindaco Italo Carones. Ad incastrare il sacerdote natio di Montefiascone il lavoro d’intelligence messo in piedi dagli uomini della Questura che negli ultimi tre mesi lo hanno pedinato con sofisticati strumenti tecnologici (cimici e micro-telecamere) seguendo e catalogando tutte le sue abitudini.

Fino all’arresto, arrivato martedì mattina, tra lo stupore generale. Proprio pochi attimi prima, secondo quanto hanno riferito gli inquirenti, che don Massimiliano si vedesse con un giovane del paese per dare vita a un incontro proibito quanto squallido. E soprattutto impensabile, come continua a ripetere in coro questa comunità di 3500 persone situata a ridosso della provincia romana. Che da martedì si trova di botto sprofondata nell’incertezza, senza più il proprio pastore.

Il Dialogo Lunedì, 16 luglio 2007

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