PERUGIA: PG, ALIMENTATO PROCESSO MEDIATICO SU OMICIDIO KERCHER
Perugia, 26 gen – (Adnkronos) – In merito all’inchiesta in corso a Perugia relativa all’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher ”non possiamo non rilevare che esso e’ stato strumentalmente utilizzato per alimentare quel fenomeno dei cosiddetti processi mediatici, sui quali va espressa una valutazione nettamente negativa, sia perche’ ingenerano disinformazione e quindi disorientamento nell’opinione pubblica, e sia perche’, per i modi in cui sono condotti, finiscono per svilire il rispetto divuto alla funzione giurisdizionale”. Ad affermarlo il procuratore generale di Perugia, Giancarlo Armati, durante il suo intervento di questa mattina in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. ”Non possiamo non lamentare alcuni gravi episodi di ‘fuga di notizie’ relative a provvedimenti e atti investigativi coperti da segreto – ha detto Armati -, auspicando che i procedimenti penali cui tali episodi hanno dato luogo conducano all’individuazione dei responsabili. Appare comunque doveroso rivolgere un forte richiamo a tutti i soggetti che a diverso titolo partecipano allo svolgimento delle indagini perche’ osservino rigorosamente l’obbligo del segreto”. Secondo il procuratore generale di Perugia ”il diritto di cronaca e di critica non puo’ essere invocato per legittimare forme anomale di rappresentazione, nelle quali si opera inevitabilmente una pregiudizievole commissione tra il fatto processuale e lo spettacolo”. ”A nostro avviso – ha concluso -, il Consiglio Superiore della Magistratura, cosi’ attento alle esternazioni mediatiche degli appartenenti all’ordine giudiziario, dovrebbe darsi carico di non consentire quanto meno la partecipazione di magistrati a simili trasmissioni televisive”.
(Anr/Ct/Adnkronos)
26-GEN-08 13:16




wildgreta ha detto,
Gennaio 26, 2008 a 11:56
Ha ragione, a mio avviso il procuratore. Un conto è dare delle notizie e tenere aggiornati sul caso, un conto è fare trasmissioni televisive in cui gruppi di persone formulano delle ipotesi su quanto potrebbe essere accaduto in un caso di omicidio, strupro o altro, facendo a gara a chi la dice più grossa. Questo, a mio avviso svilisce l’attività della magistratura. L’apice di questa aberrazione tipica della televisione si è toccato, a mio avviso, con la fiction sulla strage di Erba in onda a Matrix l’anno scorso. Nessuno pensa a fare trasmissioni che informino il pubblico, ma solo che lo attirino con eventi sempre più mirabolanti. Inoltre ho notato che, a volte, i giornalisti parlano di cose che non conoscono affatto. O meglio, conoscono il fatto in sè stesso, ma non la materia più in generale, quindi non riescono neppure a spiegarlo bene, quel fatto.