La Glasnost della chiesa cosentina

Gennaio 17, 2008 at 06:20 (Cronaca, Pedofilia, Scandali ecclesiastici, violenza sessuale religiosi) (, , , )

padre-fedele.jpg Monsignore Salvatore Nunnari, vescovo di Cosenza, ha sospeso a divinis Padre Kevin Chukwuka e Don Alfredo Luberto. Un provvedimento atteso con trepidazione dalla società civile cosentina, che ripetutamente, attraverso la stampa locale, ha chiesto all’alto prelato di assumere una posizione chiara, di non tacere, come troppo spesso è accaduto in passato, di fronte a fatti di estrema gravità che vedono coinvolti rappresentanti autorevoli della chiesa bruzia. Padre Chukwuka, già condannato in primo e secondo grado per molestie sessuali nei confronti di una bambina residente ad Acri, un paesino dell’interland cosentino, e Don Alfredo Luberto, amministratore unico dell’ Istituto – lager Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, che si trova attualmente agli arresti domiciliari, sono due esempi eclatanti del degrado etico e morale nel quale è sprofondata la chiesa calabrese. Mentre si apprendeva con soddisfazione della svolta operata dal vescovo di Cosenza, è giunta la notizia del rinvio a giudizio di un altro noto esponente della chiesa cosentina: padre Fedele Bisceglia, il frate ultras, accusato di avere violentato una suora nell’Oasi francescana da lui gestita a Cosenza. Le reazioni immediate alla notizia del rinvio a giudizio di padre Fedele sono state le più diverse; da una parte il centro antiviolenza “Roberta Lanzino” di Cosenza ha espresso soddisfazione per la decisione del giudice mentre lo stesso frate in una lettera consegnata al Gup ha scritto: “Giuro dinnanzi al mondo intero e con le mani sul Vangelo che il delitto-peccato di stupro singolo e di gruppo ascrittomi da suor Gaetana Alesci non solo non l’ho commesso ma neanche pensato”.L’odissea giudiziaria di Padre Fedele e del suo segretario, Antonio Gaudio, inizia con il loro arresto, ordinato dal Gip Giusy Ferrucci il 23 gennaio del 2006. Nel corso dell’interrogatorio il frate plurilaureato sostiene che contro di lui sia stato ordito un vero e proprio complotto. Dopo alcuni giorni di carcerazione padre Fedele, difeso da alcuni tra i più accreditati penalisti di Cosenza, ottiene gli arresti domiciliari nel convento dei frati cappuccini di Belvedere Marittimo, una località del Tirreno cosentino a pochi chilometri da Cosenza. Il 24 febbraio 2006 il tribunale della libertà di Catanzaro rilascia Antonio Gaudio, il più stretto collaboratore del frate. Nel maggio del 2006 i giudici dello stesso tribunale rilasciano Padre Fedele, ritenendo le dichiarazioni della suora poco attendibili. E’ una vera e propria bomba mediatica, il cui effetto dirompente dura poco; difatti, il 26 ottobre 2006, la Cassazione annulla la decisione del tribunale della libertà per Padre Fedele e Antonio Gaudio e fissa per marzo 2007 una nuova udienza del riesame a Catanzaro. A seguito di una nuova udienza, il tribunale della libertà decide di far tornare il frate agli arresti domiciliari in un convento dell’Umbria. Il 18 luglio 2007 l’Ordine dei Cappuccini decide di sospende padre Fedele a divinis. Dopo solo pochi mesi il frate torna libero, con l’unica limitazione dell’obbligo di dimora. Mentre nella città di Cosenza si registra una netta divisione tra colpevolisti ed innocentisti in merito a tale faccenda, il 27 ottobre 2007 il frate viene espulso dall’Ordine generale dei frati minori cappuccini. Il 20 dicembre dello stesso anno si tiene l’udienza preliminare nei confronti di Padre Fedele e del suo più stretto collaboratore Antonio Gaudio. Dopo il rinvio a giudizio, l’appuntamento è fissato per l’11 marzo 2008, data dell’inizio del dibattimento a Cosenza.Mentre il Papa chiede ai sacerdoti di tutti i paesi di interrogarsi sui peccati di pedofilia commessi, in Calabria inizia una nuova fase: una glasnost che speriamo possa superare anche altri silenzi, come quelli sul fenomeno mafioso, una ricerca della verità su quei misfatti che la Chiesa ha celato e custodito dietro l’abito talare. Quell’abito, si sa, non fa il monaco, non fa la fede, ma non ci fa nemmeno fessi.Fonte rivistaonline.com 17 gennaio 2008

Strage di Erba, Meredith murder in english on: www.wildgreta.blogspot.com

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