Sei ore di interrogatorio per Amanda Knox che crolla

Dicembre 18, 2007 at 12:41 am (Cronaca) (, , , , , )

Amanda Knox
Amanda Knox

Perugia, 17 dicembre 2007
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Pianti, urla, contraddizioni e poi solo silenzi. Dopo sei ore di interrogatorio nel carcere di Capanne, Amanda Knox crolla: quando le chiedono perche’ ha chiamato in causa Patrick Lumumba e, soprattutto, quando il pm Giuliano Mignini la invita a spiegare come faceva a sapere particolari della posizione del corpo di Meredith Kercher che, secondo gli inquirenti, solo chi era nella casa di via della Pergola la notte del 1 novembre poteva sapere.
  
Nelle intenzioni della studentessa americana l’interrogatorio di oggi doveva essere l’occasione “per raccontare tutto”, come aveva ripetuto piu’ volte attraverso i suoi legali negli ultimi giorni; e per chiarire che lei con la morte della sua coinquilina non c’entra nulla. E invece le sei ore passate davanti al pubblico ministero Giuliano Mignini potrebbero essersi trasformate in un boomerang che rischia di complicare ancora di piu’ la sua posizione.
  
Amanda ha iniziato a raccontare la sua versione verso le 10, ripetendo quel che aveva gia’ detto ai giudici del tribunale del Riesame: “quella sera sono rimasta a casa di Raffaele, sono innocente, non ho ucciso Meredith”. L’americana ha anche fornito ulteriori dettagli, emersi dai molti ‘non ricordo’ di cui ha riempito finora verbali di polizia e memoriali: “abbiamo visto un film, abbiamo mangiato e poi abbiamo fatto l’amore”.

Ma non ha mai detto di Raffaele che lavorava al computer, smentendo, di fatto, proprio l’alibi fornito dal fidanzato e gia’ crollato di fronte agli accertamenti della polizia postale. Ha poi confermato con certezza che Mez non era mai andata in casa di Sollecito, senza spiegare come e’ finito il dna dell’inglese sul coltello da cucina sequestrato in quella abitazione, e ha sottolineato di aver conosciuto Rudy Hermann Guede al pub ‘Le Chic’.
  
Quando pero’ le domande si sono fatte piu’ insistenti, Amanda e’ crollata: sarebbe caduta in contraddizione, non riuscendo a spiegare le cose affermate in questura e messe a verbale da lei stessa e dalle amiche di Meredith nei giorni immediatamente successivi l’omicidio. Si tratterebbe di particolari della posizione in cui e’ stato ritrovato il corpo della studentessa inglese, che - secondo l’ipotersi accusatoria - solo chi lo aveva visto prima della scoperta del cadavere da parte della polizia poteva sapere.

Due, in particolare, le contestazioni. La prima e’ nel verbale di Amanda del 2 novembre alle 15.30, quando afferma che “apprendevo dal mio ragazzo che all’interno della camera di Meredith, nell’armadio vi era il corpo di una ragazza coperta con un lenzuolo”. La seconda, invece, la riferisce Robyn Carmel, un’amica di Meredith: “Amanda continuava a parlare di come aveva trovato Meredith - mette a verbale il 4 novembre, riferendosi a due giorni prima quando tutte le ragazze erano in questura - sembrava orgogliosa di esser stata… (la prima a trovarla?). Disse di aver visto il corpo di Meredith in un armadio (n.d.t. riflesso nello specchio di un armadio?) con una coperta lenzuolo sopra di lei”.

Ma se Amanda ha sempre raccontato di aver trovato la porta di Mez chiusa e di non aver avuto modo di vedere all’interno della stanza, quando e’ stata sfondata la porta, come faceva - si domandano gli inquirenti - a sapere tutti quei particolari?
  
Amanda ha avuto difficolta’ a rispondere anche quando le e’ stata contestata una ulteriore testimonianza del fidanzato di una delle ragazze che abitavano nella casa di via della Pergola, che nei giorni scorsi ha raccontato di aver litigato con la studentessa americana proprio per l’atteggiamento tenuto nel raccontare i particolari della morte dell’amica. Giovane che sara’ risentito mercoledi’ dal pm, proprio per precisare ulteriormente il racconto, alla luce dei ’silenzi’ di Amanda.
  
Gia’ in difficolta’, l’americana e’ crollata definitivamente davanti alla domanda su Patrick: “perche’ lo ha chiamato in causa?”. Non ha risposto, ha titubato un istante, poi ha iniziato a gridare ripetendo le stesse frasi scritte anche nel memoriale prima di andare in carcere (”vedo i flash, vedo i flash”) ed e’ scoppiata a piangere. “Ha avuto lo stesso identico atteggiamento tenuto in questura quando e’ stata fermata” dice chi ha assistito alla scena. “Ha fornito una piena collaborazione” dicono fiduciosi i suoi legali, secondo cui le posizioni sono “rimaste sostanzialmente invariate: Amanda continua a proclamare la sua innocenza mentre la procura la ritiene coinvolta nell’omicidio”. Ma quelle lacrime sono destinate a pesare parecchio.

Rai News ore 22.40

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