dicembre 31, 2007

Buon anno a tutti i visitatori di questo blog

Pubblicato in: Abusi sui minori, Cronaca tagged , , , , , , , a 10:33 di wildgreta

di Wildgreta

Avrei voluto chiudere il 2007 con una bella notizia ma poi ho pensato che, da questo blog che si occupa di cronaca e di tutela dei minori, sarebbe stato giusto ricordare alcune delle tante piccole vittime di abusi. C’è un solo articolo in rete su questo tema, e anche se molto duro, vorrei che qualcuno di voi lo leggesse, perchè se è vero che è giusto guardare avanti stanotte, è anche giusto ricordare chi soffre o è volato via perchè usato da qualcuno come un oggetto. A tutti i bambini che affollano questo articolo, va il mio pensiero dell’ultimo dell’anno.

Pedofilia 2007: L’inverno del nostro sconcerto

dal sito www.bambinicoraggiosi.com

                              Il grido di Antonietta    
                                    di Roberta Lerici 
Come si fa a riassumere lucidamente e freddamente un anno di orrori? Forse, l’unico modo per farlo senza mettersi a piangere, è pensare che il fatto che siano emersi così tanti casi, significa che le persone sono più disponibili a denunciare, gli inquirenti più solerti nell’indagare,le istituzioni più propense a prendere provvedimenti per una maggiore tutela dei minori. Sicuramente i casi che elencherò non saranno tutti, sicuramente ne dimenticherò tanti altrettanto importanti e me ne scuso. Cominciamo  da quello che conosco meglio, il secondo classificato tra i casi che maggiormente hanno colpito l’opinione pubblica secondo il quotidiano Repubblica: Rignano Flaminio e i suoi trenta bambini vittime di abusi, ad opera di chi, sarà la magistratura a stabilirlo.(da APCOM) “A scuola mi menavano”, dice una bambina. A menarla erano tutti: Patrizia (potrebbe essere l’insegnante Patrizia Del Meglio, uno degli indagati, ndr), l’incappucciato, il marito e la maestra”. Un’altra afferma: “C’era un bidello che si chiamava Giulio a cui le maestre chiedevano se erano pronte le scatole. Ci mettevano lì dentro. Arrivati in palestra uscivamo dalle scatole per andare dalle maestre cattive”. Il 2007 per Rignano Flaminio si chiude con la possibilità che i reperti analizzati dai Ris siano stati lavati.Da gennaio incidente probatorio per un gruppo di otto bambini, la maggior parte dei quali ritenuti idonei a testimoniare.
E poi Brescia, con l’assoluzione dei 12 imputati di  abusi sessuali su 25 bambini della scuola materna Sorelli e il ricorso in appello delle parti civili.  Sempre a Brescia, la Cassazione annulla la sentenza di condanna del bidello della seconda scuola materna oggetto di indagine, la Abba che, quindi, è da rifare.
Poi Bergamo, con l’annullamento della sentenza di assoluzione in secondo grado delle due anziane suore che gestivano l’asilo di Cazzano Sant’Andrea condannate in primo grado a 9 e 10 anni carcere per abusi sessuali a danno di una decina di piccoli alunni. Nel 2008 si ripeterà il processo di appello.
Gravina di Puglia, dove la maestra era stata arrestata per abusi sessuali sugli alunni della scuola materna. Nell’incidente probatorio, i bambini non hanno ripetuto i racconti fatti con dovizia di particolari ai carabinieri , e il caso è stato archiviato. Il Gip, però, scrive che permangono forti dubbi sulla condotta degli indagati e che, forse, i bambini sono stati intimiditi dall’ambiente a loro sconosciuto, e hanno patito il viaggio per raggiungere il tribunale.
E poi la condanna definitiva dell’autista dello scuolabus dell’asilo di Calabritto a sei anni, per abusi sessuali su alcuni alunni e l’annullamento della condanna a 3 anni della suora coimputata e conseguente ripetizione del processo di appello, per lei, nel 2008. Della seconda suora indagata, non si è più saputo nulla. Dagli ultimi articoli apparsi sulla stampa circa un anno fa, era latitante.
Nel mese di luglio, seconda archiviazione per l’indagine sui presunti abusi sessuali nella scuola Ada Negri di Roma, già oggetto di un’indagine identica, ma su un altro bidello, tre anni fa. Nessuno dei bambini periziati (più di una decina) è stato ritenuto idoneo a testimoniare e anche l’indagine sul secondo bidello è stata archiviata.
Vallo della Lucania. Sono 36 i bambini che hanno affrontato l’incidente probatorio nel 2007. Le audizioni sono terminate. Si attende la decisione dei giudici per sapere se i sette indagati di abusi sessuali sugli alunni dell’asilo di Vallo, tra cui suor Soledad (novizia peruviana arrestata e liberata qualche mese fa per decorrenza dei termini di custodia cautelare) verranno rinviati a giudizio.
28 novembre Brescia. Fabio Bertazzi, ex bidello di 48 anni, finito in manette il 10 agosto 2006 per alcuni episodi di violenza sessuale su ragazzi che frequentavano l’istituto tecnico Battisti di Salò, è stato condannato con il rito abbreviato dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Brescia presieduta da Roberto Spanò a cinque anni e due mesi di carcere, con interdizione perpetua dai pubblici uffici e dalle scuole. Nel 1992 Bertazzi aveva già subito una condanna per atti di libidine compiuti cinque anni prima sui bambini di una scuola elementare. Il 21 novembre, vengono rinviati a giudizio i coniugi che gestivano l’asilo Gnomi e Folletti di Battipaglia, per maltrattamenti e violenze su cinque alunni. Fra i testimoni anche una maestra. I coniugi sono stati denunciati per ingiurie anche da due poliziotti che indagavano sul caso.
Il 16 novembre  un musicista di 40 anni viene arrestato dai carabinieri di Francavilla Fontana per abusi sessuali su una bambina di sette anni a cui dava lezioni di musica. 
Il 25 ottobre muore, forse per un rigurgito, Antonietta di quattro anni, abusata ripetutamente dallo zio analfabeta. Una storia di degrado familiare, si è detto. Una storia di degrado di una società cieca e di istituzioni assenti, dico io, che questa storia non riesco neppure a digitarla sul computer. Non dimentichiamoci mai di Antonietta, volata via dall’orrore con un grido il cui eco deve risuonare come un monito nelle nostre coscienze addormentate. 
Il 27 novembre il vice rettore del seminario di Brescia viene arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata su un minore di 14 anni. Per il sacerdote, l’accusa è anche di detenzione di materiale pedopornografico. Nel suo computer vengono trovati 600 file pedofili precedentemente cancellati.Il sacerdote si difende dicendo che il materiale non è stato scaricato da lui. Su internet, anonimi frequentatori del seminario, affermano che il computer si sarebbe trovato nell’ufficio di don Marco e i ragazzi non ne avrebbero avuto accesso
Trento. Dicembre.Con il cellulare scattava fotografie ai bambini nel bagno della scuola elementare un bidello assunto con un contratto a termine. L’uomo, un 40enne di Trento, e’ stato scoperto dalla polizia che in una perquisizione nella sua casa avrebbe trovato immagini pedopornografiche.  Il 5 dicembre per il prete del ferrarese che gestiva un asilo il PM chiede sei anni di reclusione. L’accusa: abusi sessuali su dieci bambine che frequentavano l’asilo.Le denunce erano partite da tre educatrici, una cuoca e una coordinatrice. 6 dicembre. Parabita (Lecce). Una mamma si presenta a casa della maestra d’asilo di suo figlio e la uccide ferendo gravemente anche il marito. Nel corso dell’incidente probatorio il bambino conferma di aver subito abusi dal marito della donna. Pochi giorni fa,  alla mamma  omicida vengono concessi i domiciliari. Nei giorni successivi all’omicidio, otto donne si sono presentate ai carabinieri affermando si aver subito abusi dal sarto, marito della maestra uccisa, Jole Compagnoni. Reggio Emilia. Sette anni di carcere. E’ la condanna che dovrà scontare Andrea Terzi, il tecnico informatico di 31 anni di Gualtieri che ha confessato di aver molestato due bambini che frequentavano la parrocchia del paese, dove lavorava come educatore, e di aver conservato sul suo computer materiale pedo-pornografico che poi divulgava tramite internet.  
E’ di pochi giorni fa l’arresto dell’autista dello scuolabus di Lucca che avrebbe abusato piu’ volte di una bambina di 9 anni che andava alle scuole elementari. E nel corso dell’inchiesta e’ emersa anche l’accusa di abusi nei confronti della figlia della ex convivente dell’autistaA Genova, nel mese di dicembre, viene arrestato un sessantenne colto in flagrante con un sedicenne. Accusa possesso di materiale pedopornografico e violenza sessuale.
Roma, 18 dic.  Comincia il processo al maestro della scuola elementare Alberto Manzi di Roma, M.R., di 43 anni, originario di Capua. Ma ci vorrà un’altra perizia per capire se il bimbo che accusò il suo maestro elementare, è idoneo a testimoniare. Il maestro è accusato di violenza sessuale aggravata e continuata. 
Dicembre. Nel sassarese viene arrestato lo zio di una bambina di cinque anni con piccola disabilità. Lui giocava al dottore.In fase di incidente probatorio la piccola non aveva fatto cenno alle violenze subite. Ma i segnali del disagio erano stati percepiti in maniera fin troppo chiara. Con il passare dei mesi ha cominciato a fidarsi della religiosa che le stava sempre vicino, l’ascoltava, le raccontava delle storie, un po’ come dovrebbe fare una mamma. E anche lei ha cominciato gradualmente il suo racconto: «Non ho mai detto niente – ha spiegato – perchè le cose brutte non si raccontano». Alle amichette aveva riferito che quello «zio» era il suo fidanzato e che giocavano sempre al medico, così lui la visitava. Ma nei racconti successivi acquisiti dagli investigatori è emersa la parte nascosta degli abusi e delle violenze sessuali. La piccola vittima ha puntualizzato ogni passaggio, prima con un carico di tensione fortissimo, poi lasciandosi andare quasi liberata da un peso troppo grande per una bambina.  
Pignantaro Maggiore. Il 7 dicembre viene arrestato un operaio trentunenne per abusi sulla nipotina di 8 anni quando sua madre la lasciava dalla nonna. 
Milano, 17 dicembre- Nove anni di reclusione a lui, sei a lei: queste le condanne a due coniugi accusati di avere sottoposto ad abusi sessuali i propri tre figli.Per i giudici, c’è il concorso morale della moglie. 
Casal di Principe, 22 dicembre, viene arrestato don Marco Cerullo, viceparroco e insegnante di religione. Era andato con un suo alunno dodicenne a comprare i colori ma i carabinieri (su segnalazione) lo sorprendono in macchina con i sedili abbassati in flagranza di reato.
Nel mese di giugno viene arrestato il braccio destro di Sgarbi al comune di Milano, il critico d’arte Alessandro Riva. Qualche giorno fa è stato chiesto il suo rinvio a giudizio per abusi sessuali su quattro bambine di 9 anni amiche di sua figlia. Gli abusi sarebbero avvenuti a casa sua, quando le bambine facevano visita a sua figlia. In queste settimane lo abbiamo visto nel programma Blu Notte al quale collaborava. 
Strasburgo:In Europa è vittima di abusi sessuali un bambino su 10  Fonti: Ansa, Apcom, Centro documentazione veri abusi, Vivicentro

Note di Wildgreta: da questo articolo manca il caso dell’asilo di Ponton (Verona), dove 3 insegnanti sono stati assolti dall’accusa di abusi su una decina di bambini. Le parti civili sono ricorse in appello.

«Le foto pedopornografiche scaricate per sbaglio»

Pubblicato in: Cronaca, Pedopornografia tagged , , , a 09:59 di wildgreta

GARLASCO (30 dicembre) – Foto finite per sbaglio nel computer di Alberto e che il ragazzo ha visto solo di sfuggita. Con quelle immagini proibite il giovane bocconiano non ha nulla a che fare. Così i legali di Alberto Stasi, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi e da una decina di giorni anche per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, replicano alle nuove accuse della procura di Vigevano che aggravano ulteriormente la posizione del ventiquattrenne di Garlasco. Gli avvocati sostengono infatti che Alberto avrebbe scaricato per errore le fotografie e i filmati pornografici con protagonisti ragazzini in tenera età, tutto materiale trovato dagli esperti nella memoria del computer oggetto della perizia.

Un’ipotesi che Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, respinge con
decisione. «Se errore c’è stato, ci troviamo di fronte a un evento veramente strano – commenta in un’intervista alla “Provincia pavese” – perché si sarebbetrattato di un triplice errore. La procura contesta infatti non solo la detenzione, ma anche la divulgazione di foto pedo-pornografiche. Questo significa che il materiale avrebbe dovuto essere scaricato dal computer, poi trasferito su una chiavetta portatile e quindi diffuso via internet. Un errore reiterato, di fronte al quale diventa difficile pensare a una casualità. Ma anche se fosse stato uno sbaglio, Chiara avrebbe reagito con indignazione vedendo quelle immagini».

Anche gli inquirenti non credono alla casualità: i film e le foto nel computer di Alberto, di cui una parte cancellata, facevano parte di un archivio ben strutturato – spiegano – la cui catalogazione risale almeno al dicembre di un anno fa. Impossibile, sostengono, che un numero così cospicuo di file sia stato scaricato, conservato nella memoria del computer e divulgato involontariamente.

Alberto ha trascorso il Natale chiuso nella villetta di via Carducci, con i genitori e pochi amici. I genitori di Chiara, Rita e Giuseppe Poggi, e il figlio Marco hanno invece trascorso il 25 dicembre a casa della famiglia Cappa. Per loro è stato un Natale doloroso, il primo senza Chiara, sulla cui tomba hanno portato un fiore. Ma sono stati tanti gli amici e i conoscenti che in questi giorni sono andati al cimitero di Pieve Albignola per pregare, lasciare fiori e messaggi dedicati alla giovane. «Chiara nel primo Natale senza di te tu vivi nei nostri cuori», recita un
biglietto.

Il Messaggero 30 dicembre 2007

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dicembre 30, 2007

«Minacciava i giovani e prometteva favori tramite gli amici politici»

Pubblicato in: abusi sessuali. tagged , , , , , a 15:54 di wildgreta

L’atto di accusa

 ROMA — Li avrebbe spogliati, palpeggiati, baciati. Li avrebbe costretti ad avere rapporti sessuali. Giochi erotici che don Gelmini avrebbe organizzato all’interno della comunità Incontro di Amelia. Vittime, i ragazzi che cercavano di uscire dal tunnel della tossicodipendenza. E lo avrebbe fatto, come sottolinea il pubblico ministero nel capo d’imputazione, «minacciando di avvalersi della sua autorità e della conoscenza di numerosi personaggi politici influenti e promettendo favori tramite dette conoscenze ».

Nella «rete» di don Pierino, così come viene individuata dall’accusa, ci sono anche i collaboratori più stretti. Quelli che avrebbero tentato di convincere, in cambio di soldi e di una promessa di lavoro, uno dei giovani a ritrattare. Il prezzo del silenzio sarebbe stato diviso in più rate da 500 euro. In un caso il denaro sarebbe stato consegnato attraverso un bonifico online.

Le richieste sessuali
Sono nove i ragazzi che avrebbero subito la violenza, due erano minorenni. Uno di loro sarebbe stato costretto «fino a tutto il mese di ottobre 2007» e cioè quando il sacerdote era già stato interrogato e dunque sapeva di essere sotto inchiesta. Nel provvedimento il magistrato descrive nei particolari le presunte
avances di don Gelmini. E poi aggiunge: «L’indagato li induceva a soddisfare le proprie richieste sessuali commettendo il fatto nella comunità Incontro di Amelia di cui era responsabile e tenuto, come pubblico ufficiale o comunque incaricato di pubblico servizio, alla cura, vigilanza, educazione e custodia di soggetti in stato di tossicodipendenza, abusando delle condizioni di inferiorità psico-fisica derivanti da tale stato». Contesta poi l’aggravante «per aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persone tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, con abuso di poteri e con violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione o il pubblico servizio e alla qualità di ministro di un culto e con abuso di autorità e di relazioni domestiche o di coabitazione o di ospitalità». Il primo a rivelare che cosa sarebbe avvenuto nella struttura di recupero è stato Michele Iacobbe, 34 anni. La sua de nuncia fu archiviata nel 2002, ma lui non si è arreso. L’ha ripresentata quattro anni dopo e così ha determinato l’apertura di una nuova indagine. Dice di aver cominciato a subire violenza nel 1999 quando, come sottolinea il magistrato nel provvedimento, «era sottoposto a detenzione domiciliare presso la comunità e quindi privato della libertà personale ».
Dopo di lui, altri si sono fatti coraggio e hanno parlato. M.L., anche lui ai domiciliari, ha descritto che cosa avveniva quando il sacerdote lo chiamava nella sua stanza. La maggior parte ha messo a verbale fatti che sarebbero avvenuti tra il 2003 e il 2004. Come D.G., entrato in comunità per decisione del tribunale dei minori di Perugia che gli aveva concesso «l’affidamento in prova». Don Gelmini avrebbe cominciato a manifestargli le sue attenzioni particolari quando aveva 19 anni. La stessa età di M.S. che ha raccontato di aver subito «per almeno quindici volte e fino all’ottobre scorso».
L’inquinamento delle prove
Violenze, ma anche tentativi di depistare le indagini sono descritti nel provvedimento del pubblico ministero. La «rete» si sarebbe attivata alla fine dello scorso anno. Patrizia Guarino, madre di una delle presunte vittime, G.P., «dopo aver saputo le accuse mosse da suo figlio durante l’interrogatorio del 15 novembre 2006 presso la squadra mobile, comunicava le circostanze a Pierluigi La Rocca che lo comunicava a don Gelmini, aiutandolo a eludere le investigazioni». La Rocca è uno dei collaboratori più stretti del fondatore di Incontro. Ora è indagato per favoreggiamento, insieme alla donna e ad un altro dipendente della comunità, Giampaolo Nicolasi. Il pubblico ministero ricostruisce nei dettagli quella che definisce «la loro attività illecita »: «Dopo aver appreso da Guarino dell’esistenza di indagini su don Gelmini e dopo vari colloqui telefonici con la stessa Guarino, La Rocca si recava ad Avellino presso l’abitazione della donna e di suo figlio». Le date diventano a questo punto fondamentali. Il viaggio avviene il 24 novembre 2006. «Mediante offerta di lavoro — contesta il magistrato — La Rocca obbligava G.P. a scrivere una lettera, inviata il 29 novembre successivo alla polizia e alla procura della Repubblica di Terni in cui falsamente affermava di aver reso le dichiarazioni del 15 novembre “in evidente stato confusionale e sotto effetto di psicofarmaci”, aiutando don Gelmini».

La Rocca e Nicolasi sono anche accusati di aver «indotto con un’offerta di lavoro e somme di denaro che venivano effettivamente corrisposte al G.P. in varie occasioni (il 3 aprile 2007 vaglia online di 500 euro) a ribadire mendacemente al pm il contenuto della lettera e più in generale la falsità delle precedenti accusa a carico di don Gelmini e altre circostanze non veritiere, senza riuscire nell’intento perché il 31 maggio 2007 G.P., sentito come indagato per calunnia nei confronti di don Gelmini, ribadiva le accuse e affermava il carattere non spontaneo e mendace della lettera del 24 novembre 2006».
Il primo giugno scorso, durante l’istruttoria, La Rocca è stato interrogato su questo episodio e ha affermato: «Nel novembre del 2006 ero ad Avellino a casa di questa persona ed effettivamente ho assistito alla redazione della missiva, ma non sono stato io a chiedergli di scriverla ». Ma poi ha ammesso che don Ezio Miceli, amico di don Pierino «ha regalato 5.000 euro alla madre del ragazzo perché ne aveva bisogno».

Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera 28 dicembre 2007

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Madame web,strage di Erba, i guaritori dei gay

PEDOFILIA ROMA/ TRIBUNALE,PERIZIA SU IDONEITA’ BIMBO CHE ACCUSA MAESTRO

Pubblicato in: Pedofilia tagged , , a 14:19 di wildgreta

Processo a Roma, udienza rinviata al 21 febbraio prossimo
Roma, 18 dic. (Apcom) – Un’altra perizia per capire se il bimbo che accusò il suo maestro elementare, è idoneo a testimoniare. Lo ha disposto la VI sezione collegiale del tribunale di Roma, innanzi al quale è cominciato oggi il processo all’insegnante, M.R., di 43 anni, originario di Capua della scuola elementare ‘Alberto Manzi’, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata.
Nella prossima udienza, che si terrà il 21 febbraio prossimo, verrà conferito l’incarico ad un neuropsichiatra infantile, e saranno ascoltati i primi testi citati dal pm Anna Maria Teresa Gregori: il preside dell’istituto comprensivo di via del Pigneto, un collega dell’imputato, ed il padre del piccolo. Agli atti il rappresentante dell’ufficio dell’accusa – secondo il difensore – Michele Gentiloni Silverij – non aveva inserito le dichiarazioni del bimbo, che aveva all’epoca dei fatti 10 anni.
Secondo la Procura, l’uomo avrebbe approfittato durante la pausa della ricreazione del piccolo, baciandolo e obbligandolo a succhiargli un dito. I fatti sarebbero avvenuti, tra settembre del 2006 e febbraio di quest’anno, per almeno 6 o 7 volte. L’avvocato Silverij ha spiegato: “Mi ha sorpreso l’assoluta fiducia nella giustizia del mio assistito, che è da tempo sospeso dall’incarico”. A parere del penalista durante l’istruttoria i compagni di classe del piccolo, ascoltati in un teatro parrocchiale, non hanno mai confermato le accuse.

dicembre 29, 2007

Don Gelmini: Meluzzi, tragedia mediatica

Pubblicato in: abusi sessuali. tagged , , a 11:31 di wildgreta

TERNI - Quella capitata a don Pierino Gelmini con l’inchiesta che lo vede imputato per molestie sessuali “é una tragedia mediatica che uccide un uomo”. Lo ha detto il prof. Alessandro Meluzzi, il portavoce del fondatore della Comunità Incontro, commentando i resoconti giornalistici di oggi sull’atto di conclusioni dell’indagini notificato ieri alle parti dalla procura della repubblica di Terni. Don Pierino, che compirà 83 anni il 20 gennaio prossimo, è accusato di avere molestato sessualmente nove ex ospiti della sua comunità tra il 1999 d il 2004. Due di loro all’epoca dei fatti erano minorenni. Sono invece accusati di favoreggiamento personale Giampaolo Nicolasi, il coordinatore della comunità madre di Molino di Silla di Amelia e “braccio destro” di Don Gelmini, Pierluigi Larocca, altro collaboratore del sacerdote, e Patrizia Guarino. Quest’ultima è la madre di uno dei principali accusatori che aveva poi inviato una lettera di ritrattazione alla questura.Secondo l’accusa sarebbero state le pressioni e le promesse di soldi da parte di Nicolasi e Larocca ad indurre la Guarino a fare a sua volta pressioni sul figlio affinché ritrattasse. Quello della procura – ha commentato oggi Meluzzi – è “un atto di parte la cui credibilità è tutta da dimostrare” ma ciononostante si è messo in moto il “solito circuito mediatico” basato su accuse “totalmente infondate ed addirittura surreali”. Don Pierino – ha proseguito Meluzzi – “é vittima di una vicenda tragica, che potrebbe capitare a chiunque” ma il “meccanismo mediatico ormai è giunto ad un punto di non ritorno”. Con i controinterrogatori e le perizie nelle opportune sedi processuali i suoi difensori – per Meluzzi – potranno dimostrare facilmente l’”assurdità e l’ inconsistenza” di queste accuse di molestie sessuali ad un “uomo di più di 80 anni e per di più malato”. Ma quando questo potrà avvenire – ha detto Meluzzi – “il danno per Don Pierino e per qualsiasi persona che si trovi nella sua situazione sarà diventato irreparabile”. Il sacerdote – ha concluso Meluzzi – vive comunque “in modo sereno questa tragedia; lo era ieri e lo sarà anche domani”.

Note di Wildgreta:

Mi piacerebbe che nei casi in cui qualcuno viene indagato per abusi sessuali o molestie, ci fosse più rispetto per la magistratura che indaga. In tutti i casi gli interessati affermano che si tratta di un equivoco, parlano di accuse infondate, di caso mediatico,eccetera eccetera. Il fatto che poi, secondo lui, chiunque possa essere accusato di qualsiasi cosa è ridicolo. Capisco che questa sia l’unica linea difensiva possibile ma dal  momento che il professor Meluzzi si è espresso nello stesso modo anche su altri casi di abuso sessuale, mi piacerebbe sapere se per lui la colpa è sempre dei media che “montano casi inesistenti” o se il problema della tutela di minori e delle persone psicologicamente fragili sia reale e grave come dicono i dati ufficiali a livello mondiale.
  

PEDOFILIA, CHIESTO PROCESSO PER CRITICO D’ARTE ALESSANDRO RIVA

Pubblicato in: Pedofilia tagged , a 08:54 di wildgreta

Omnimilano- (OMNIMILANO) Milano, 21 dic – Chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del critico d’arte Alessandro Riva, agli arresti domiciliari dallo scorso giugno per presunti abusi su quattro bambine minori di 10 anni. L’udienza preliminare e’ stata fissata per il prossimo 25 gennaio davanti al gup Paola Di Lorenzo.

Cronaca – 21 dicembre 2007 15:12

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dicembre 28, 2007

Lucca: autista di scuolabus arrestato con l’accusa di abusi sessuali su minori

Pubblicato in: Abusi sui minori tagged , a 13:03 di wildgreta

Friday 28 December 2007
Lucca – Tutto è partito quando in procura a Lucca si sono presentati i genitori di una bambina di 9 anni che hanno raccontato che alcuni giorni prima la piccola era stata riportata a casa in scuolabus con un’ora di ritardo senza spiegazioni plausibili e poco dopo aveva iniziato ad accusare disturbi. È partita così l’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Fiorenza Marrara e condotta dalla polizia giudiziaria.La bimba ha raccontato di aver subito abusi in più di un’occasione da parte dell’autista e ha confermato tutto nel corso dell’incidente probatorio condotto in un ambiente protetto allestito all’ospedale Campo di Marte. Nel corso dell’inchiesta, che ha coinvolto decine di persone, è stata ascoltata anche la figlia, ora maggiorenne, dell’autista e anche lei ha raccontato di aver subito abusi sessuali dal padre all’età di 11 anni. Ora l’uomo è agli arresti domiciliari e stamani sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia nell’ufficio del giudice per le indagini preliminare Alessandro Dal Torrione, che ha firmato l’ordine di custodia cautelare ipotizzando il reato di violenza sessuale.

Radio Nostalgia Toscana

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Non ci sono tracce di sangue sotto le scarpe di Sollecito

Pubblicato in: Cronaca tagged , , a 12:57 di wildgreta

28/12/2007
La “pulizia” delle calzature degli indagati accomuna gli omicidi di Garlasco e quello di Meredith
Quella delle scarpe è una storia che accomuna l’omicidio di Garlasco con quello di Perugia e scompagina le idee degli investigatori.
Secondo la difesa non ci sono tracce di sangue sotto le scarpe di Raffaele Sollecito la cui suola, secondo l’accusa, è invece compatibile con un’impronta, nel frattempo sparita anche se ne resta la fotografia, rilevata nel sangue accanto al cadavere di Meredith Kercker, la studentessa inglese uccisa a Perugia lo scorso 1° novembre in via della pergola.
Nei laboratori della polizia scientifica sarebbero terminati gli accertamenti sia sulle scarpe – che avrebbero appunto dato esito negativo – sia sul coltello sequestrato a casa del giovane barese e su cui è stato individuato il dna di Amanda Knox e di Meredith.
Dunque neppure sul coltello dna di Sollecito.
Una ulteriore traccia di sangue della studentessa inglese, invece, sarebbe stata trovata dagli esperti sulla tavoletta del water dello stesso bagno dove sono state repertate diverse tracce di sangue con il dna di Amanda e il dna misto di Amanda e Mez.

dicembre 27, 2007

Parabita:mamma omicida ottiene i domiciliari

Pubblicato in: Pedofilia tagged , a 23:22 di wildgreta

HA OTTENUTO I DOMICILIARI LA GIOVANE MADRE DI CASARANO CHE IL 5 NOVEMBRE SCORSO UCCISE LA MAESTRA DI PARABITA, IOLE PROVENZANO, PERCHÈ CONVINTA CHE IL MARITO DI QUEST’ULTIMA AVESSE ABUSATO DEL FIGLIO DI SETTE ANNI DURANTE LE LEZIONI DI DOPOSCUOLA.OGGI IL SI DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI VINCENZO SCARDIA.
22/12/07
Fonte:telenorba

Don Gelmini, chiuse le indagini. Si va verso il rinvio a giudizio

Pubblicato in: abusi sessuali. a 21:48 di wildgreta

Otto le presunte vittime di abusi 

TERNI – Sono otto le presunte vittime delle molestie sessuali per le quali è imputato don Pierino Gelmini. Oggi la procura della repubblica di Terni ha notificato al sacerdote l’avviso di conclusione delle indagini. Ad altri 3 imputati è stato invece contestato il reato di favoreggiamento personale.

Gli episodi di molestie sessuali contestati al fondatore della Comunità Incontro sarebbero avvenuti dal 1999 al 2004 e due delle vittime all’epoca dei fatti sarebbero stati minorenni. Dei tre imputati di favoreggiamento personale uno è ancora collaboratore del sacerdote nella Comunita Incontro, mentre un altro lo è stato in passato.

“L’infamia non mi tocca”, aveva detto l’ottantaduenne sacerdote davanti a trecento sostenitori venuti ad accoglierlo l’agosto scorso nella casa madre della Comunità Incontro di Amelia sulle colline dell’Umbria. “Credevano che don Pierino mollasse”, tuonò l’anziano religioso dal palco.

“Pensavano di avere a che fare con un coniglio, invece hanno trovato un cane che morde. Volevano prendersi la comunità”, e chiuse il prologo con il gesto dell’ombrello. “Sto portando la croce : sono innocente e per questo assolutamente tranquillo”.

Eppure le accuse sembrano circostanziate. “Mi palpava, baciava e in più occasioni mi ha costretto ad atti sessuali”, raccontò Michele Iacobbe, ex tossicodipendente, il primo grande accusatore di don Gelmini, già in carcere a Teramo per una serie di reati compresa l’estorsione e la calunnia.

“Quell’uomo mi ha rovinato”, disse Iacobbe riferendosi a don Gelmini. “Mi ha costretto a fare delle cose che non avrei mai voluto. Mi diceva: tagliati i capelli, dai lo faccio io che corti mi piacciono di più, dammi un bacio per favore”.

Fonte: www.vivicentro.org

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