Garlasco: Stasi nei guai sei impronte lo inchiodano

Novembre 20, 2007 at 11:21 (Cronaca) (, , , )

stasi-2.jpgDopo la relazione del Ris, la Procura vuole interrogare di nuovo Alberto

GARLASCO (20/11/2007) – Nuovi guai per Stasi. La Procura prende tempo e studia nuove mosse. Decisive per le indagini. Dopo la relazione, dettagliatissima, dei Ris, Alberto sarà riascoltato nei prossimi giorni. Di nuovo sotto torchio, per chiarire definitivamente la sua posizione.
Scartate, infatti, le impronte dei familiari e quelle di un operaio che pochi giorni prima del delitto di Chiara Poggi, la 26enne massacrata nella sua villetta di Garlasco la mattina del 13 agosto, sulla casa dell’orrore ci sono solo i “segni”, tangibili, di Alberto Stasi, fidanzato della vittima e finora unico indagato per l’omicidio. 
La relazione
Nella relazione di 200 pagine, i Ris ricostruiscono fase dopo fase, minuto dopo minuto, quella maledetta mattina. Le analisi effettuate sul materiale biologico e sulle impronte digitali raccolte nel corso delle indagini. non lasciano spazio a dubbi: «Appare suggestivo che le uniche impronte dell’indagato, oltre a quelle rinvenute sul cartone della pizza, siano state evidenziate proprio sull’erogatore per sapone liquido, posto sul lavabo davanti al quale ha sostato l’omicida con le scarpe fortemente imbrattate del sangue della vittima». 
Le impronte 
Nella relazione depositata al pm Rosa Muscio i Ris spiegano che «delle oltre 100 impronte papillari rinvenute sulla scena del crimine e sugli oggetti repertati (…), 32 sono risultate essere utili».
Di queste «sei sono riferibili all’indagato Alberto Stasi» e cioè 2 sono state ritrovate sull’erogatore del sapone liquido sul lavandino del bagno al pianterreno e 4 «sul contenitore in cartone della pizza mangiata da Chiara e Alberto la sera prima dell’omicidio».
«Si ritiene che il fluido biologico prelevato e relativo alla vittima» sui pedali della bicicletta da uomo “Umberto dei Milano” sequestrata a casa di Stasi, «sia con elevata probabilità di natura ematica». Non solo. «È di rilievo tuttavia che, nonostante la sensibilità del metodo applicato», sulle suole delle scarpe indossate la mattina dell’omicidio da Alberto «non vi sia più alcuna traccia ematica della vittima, nonostante quanto dichiarato dallo Stasi e considerando anche quanto oggettivamente riscontrato sulla scena del crimine». 
Le scarpe
Alberto, infatti, davanti agli inquirenti ha sempre dichiarato di essere entrato, subito dopo l’omicidio, nella villetta di via Pascoli ma di non essersi sporcato, nonostante l’accusa sostenga che fosse impossibile non sporcarsi, visto che il pavimento e le prime scale che portano alla taverna sono piene del sangue della vittima. 
La difesa
Per la difesa, invece, «non ci sono particolari che abbiano una valenza accusatoria», ma solo impronte e tracce che «indicano come Alberto frequentasse normalmente» la casa della sua fidanzata. «Non c’è alcun aggravamento della sua posizione», afferma il difensore Angelo Giarda. Entro fine mese i Ris, assieme al loro comandante, il colonnello Luciano Garofano, torneranno in Procura a Vigevano per presentare la consulenza relativa al computer di Alberto. Infine, nelle prossime settimane, la famiglia Poggi potrà rientrare a casa, sotto sequestro dal giorno dell’omicidio che, a distanza di tre mesi, non è ancora stato risolto.

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