Dna sul coltello di Raffaele: quello di Amanda

Novembre 16, 2007 at 03:17 (Cronaca) (, , , , )

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Tracce biologiche dei due fidanzati negli stracci lavati a casa Sollecito

ROMA (15 novembre) – «Elementi importanti» contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono emersi dall’esito degli esami della polizia scientifica. Su uno dei coltelli sequestrati a Sollecito gli esami di laboratorio hanno rilevato la presenza del Dna di Meredith Kercher, la studentessa inglese assassinata a Perugia la notte tra l’uno e il due novembre, e quello di Amanda Knox, la studentessa americana fermata per omicidio insieme a Raffaele Sollecito e a Patrick Dija Lumumba.

Un coltello da cucina. Il coltello sul quale i tecnici della scientifica hanno trovato le tracce del Dna di Amanda e Meredith non è uno dei coltelli a serramanico di cui Raffaele faceva collezione (gli esami sui due sequestrati hanno dato esito negativo), ma uno da cucina sequestrato a casa Sollecito, dove non risulta che Meredith sia mai andata: un coltello con manico nero e una lama liscia lunga 15-20 centimetri.

Il coltello dalla parte del manico. Nella parte alta della lama, vicino alla punta, sono state rilevate tracce di Dna appartenente a Meredith, mentre nella parte bassa della lama, più vicina al manico, quello di Amanda Knox. Nessuna impronta digitale sul manico. Il Dna delle due ragazze è stato estratto da tracce biologiche – forse sangue, ma non ci sono conferme su questo aspetto – molto leggere perché, con ogni probabilità, il coltello era stato accuratamente lavato. Per pulirlo potrebbe essere stata utilizzata della candeggina per cercare di eliminare qualsiasi traccia biologica: è una delle ipotesi alle quali stanno ancora lavorando gli investigatori.

Dna di Amanda e Raffaele negli stracci lavati accuratamente in casa Sollecito. Inoltre, Dna di Amanda e di Raffaele è stato rinvenuto su alcuni stracci (una spugnetta e un panno) sequestrati dalla polizia in casa Sollecito in corso Garibaldi, a Perugia, al momento dell’arresto. Spugnetta e straccio erano in un secchio e, come il coltello, erano stati lavati, ma all’esame più approfondito fatto dai tecnici della scientifica hanno rivelato la presenza di tracce del dna dell’americana e del suo fidanzato.

Nessuna traccia sulle scarpe di Raffaele. Gli esami effettuati sulla suola delle scarpe Nike sequestrate a Raffaele Sollecito non hanno rilevato tracce significative di sangue, ma i risultati sono parziali, in quanto sono stati fatti i prelievi soltanto in tre punti della suola. Nei prossimi giorni verranno completati i test e solo allora si potrà avere un quadro più chiaro, visto che un’impronta di scarpa simile a quella sequestrata a Sollecito è stata rilevata dagli esperti della scientifica nel sangue accanto al cadavere di Meredith.
C’è però una prova scientifica della presenza dello studente pugliese nella casa dove è stata uccisa la ragazza inglese, anche se non necessariamente lasciata la sera dell’omicidio, visto che Sollecito era solito frequentare l’abitazione: una sua impronta digitale è stata rilevata sulla porta della camera di Meredith. Gli investigatori hanno analizzato anche una macchia di sangue su un paio di boxer di Sollecito: il Dna è di Amanda Knox.

Il pm: non posso dire nulla. «Non posso dire nulla»: così il pubblico ministero Giuliano Mignini ha risposto ai giornalisti che lo hanno avvicinato in Procura. Il magistrato non ha voluto commentare in alcun modo le ultime notizie relative agli esami della polizia scientifica nell’ambito delle indagini dell’omicidio di Meredith Kercher. L’inchiesta condotta dalla Squadra mobile di Perugia e dallo Sco.

Gli inquirenti sono in questa fase molto prudenti, poiché sono ancora molti gli oggetti sequestrati che i tecnici della scientifica stanno cercando di «far parlare». Ad esempio, la presenza di tracce di dna di Amanda sulla parte di lama più vicina all’impugnatura del coltello farebbe pensare che la ragazza possa essersi fatta una piccola escoriazione mentre lo lavava o mentre lo impugnava. L’ipotesi che sia stata lei a sferrare il colpo mortale all’amica sarebbe comunque considerata molto improbabile: la profondità della ferita, infatti, indica una notevole forza da parte di chi ha sferrato il colpo.

Amanda ha presentato ricorso, Raffaele e Patrick stanno per farlo. Gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Della Vedova, difensori di Amanda Knox, hanno presentato stamani il ricorso al tribunale del riesame contro il provvedimento del gip di convalida del fermo della studentessa americana. Viene chiesta l’«annullazione tecnica» della convalida senza specificarne le motivazioni che i difensori intendono illustrare in udienza. Tra domani e sabato dovrebbero essere presentati ricorsi al tribunale del riesame, sempre contro il provvedimento di convalida del fermo, anche da parte dei difensori degli altri due arrestati, Raffaele Sollecito e Patrick Lumumba.
«Nessun commento» da parte dell’avvocato Luciano Ghirga, legale di Amanda, dopo la notizia dei primi risultati degli accertamenti della polizia scientifica sul coltello di Raffaele Sollecito. «Ci riserveremo di fare le nostre valutazioni soltanto dopo esserci consultati con i nostri periti di parte», ha detto l’avvocato Ghirga.

Il legale di Lumumba: Patrick è stato incastrato da chi ha ucciso. Patrick Lumumba Diya «è stato in qualche modo incastrato da chi ha ucciso Meredith Kercher»: è quanto sostiene uno dei difensori del musicista congolese arrestato per l’omicidio della studentessa inglese. «Chi è stato – ha detto il legale – noi non lo sappiamo. E non ci interessa saperlo. L’unica cosa che ci interessa è che Patrick venga scarcerato al più presto».

 Il Messaggero 15 novembre 2007

 

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