febbraio 22, 2013

Elezioni 2013: Pedica e Lerici candidati per “Centro Democratico”

Posted in Cronaca tagged , , , , , , , at 12:08 di wildgreta

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Un impegno costante a favore dell’infanzia

Da sei anni il senatore Stefano Pedica (Diritti e Libertà) e Roberta Lerici, (presidente dell’associazione Bambini Coraggiosi” e responsabile Infanzia di Diritti e Libertà) si battono per la tutela dell’infanzia e della salute.Insieme hanno combattuto contro la decisione di aprire una discarica nel comune di Riano (RM), vincendo la battaglia.Insieme hanno combattuto contro la pedofilia nelle scuole e la PAS che sottrae i figli alle mamme o ai padri senza ragione, fin da quando nessuno ne parlava. Insieme hanno conseguito risultati importanti anche se non tutte le loro battaglie sono state vinte. Se però oggi alcuni di questi temi sono arrivati all’attenzione dei media e delle istituzioni è anche grazie al loro costante impegno. Un impegno che deve continuare anche dopo le elezioni. Per questo comunichiamo che il senatore Pedica e Roberta Lerici sono candidati per il partito “Centro Democratico”, nella coalizione di centro sinistra con PD e Sel. Per votarli basta barrare il simbolo senza aggiungere nomi. Grazie a chi vorrà sostenerli.

22 febbraio 2013

dicembre 8, 2011

Stasi assolto, la mamma di Chiara: “Questa sentenza condanna solo noi”

Posted in chiara poggi tagged , , , , , at 13:03 di wildgreta

 

I coniugi Poggi lasciano il palazzo di Giustizia di Milano dove ancora una volta l’omicidio della figlia è rimasto impunito

 Senza verità dopo quattro anni:«Ma non ci arrendiamo»

FABIO POLETTI
milano

Alberto Stasi prima sorride e poi piange. E si capisce che dopo quattro anni è un macigno che si sbriciola: «Sono contento… È giusto così». La signora Rita, la mamma di Chiara, non piange ma esce dall’aula della Corte d’Assise, bianca come un foglio di carta. Lei con quel pesante macigno ci deve ancora convivere e chissà fino a quando: «Io non voglio essere l’unica condannata, condannata a non sapere chi ha ucciso mia figlia. Io sono la mamma di Chiara, io voglio saperlo e non mi arrenderò. Ho ancora fiducia nella giustizia».

In meno di un minuto e in neanche dieci metri, la vicenda di Chiara Poggi uccisa a Garlasco vicino a Pavia il 13 agosto di quattro anni fa da chissà chi, sgocciola per l’ennesima volta in una storia ancora senza fine e per qualcuno, per i genitori di Chiara, ancora senza pace.

I genitori di Chiara e Alberto siedono sulle panche di legno della Corte D’Assise, gli uni dietro all’altro. Alberto in prima fila davanti al suo giudice, circondato dai suoi avvocati. Rita e Giuseppe Poggi la fila dietro, davanti all’enormità di questa storia che per loro è peggio di una condanna. Al giudice Anna Conforti bastano dieci secondi per arrivare alla parole «conferma della sentenza di primo grado». Non c’è bisogno d’altro. Ad Alberto con il suo golfino blu da bravo ragazzo e gli occhialini alla Harry Potter basta e avanza per iniziare a sorridere. Poi si alza e abbraccia il professor Angelo Giarda, due processi così, due assoluzioni importanti e per un certo verso definitive che la Cassazione a questo punto potrà fare non molto. Ammette il legale: «Io e Alberto abbiamo pianto».

Dietro al doppio cordone di carabinieri nella ressa di fotografi e telefonini branditi come un surrogato di telecamera, una giornalista bionda spara una domanda improbabile: «Allora chi ha ucciso Chiara, chi l’ha uccisa?». Alberto Stasi forse nemmeno sente, di sicuro non risponde: lui oggi è innocente, per la seconda volta innocente. Il suo avvocato con i lapis infilati nel taschino della giacca, nemmeno ci prova a dare una risposta: «Non tocca a me, non tocca a noi…». Poi cerca di spiegare che in teoria e in diritto, Alberto fino ad oggi è stato considerato un presunto colpevole, mentre avrebbe dovuto essere trattato come un possibile innocente: «Alberto in questi quattro anni ha vissuto malamente, come chi sa di essere innocente e si vede colpito da affermazioni improprie e inadeguate come da espressioni “assassino”».Adesso che questi quattro anni sono finiti forse per sempre, Alberto potrà cercare di trovare un’altra vita, magari lontano da qui.

La mamma di Chiara, la signora Rita, nemmeno le guarda quelle lacrime di gioia e di sollievo di questo ragazzo che lei fino al 13 agosto di quattro anni fa conosceva tanto bene e poi chissà. «No, Alberto non l’ho guardato», risponde a chi curioso le chiede di quest’ultimo brivido. Poi con una mano stringe la borsetta, si aggrappa al marito e si infila in auto direzione Garlasco, la villetta bianca di sempre in via Pascoli dove di Chiara è rimasta la memoria e la stanzetta, la stessa di quando era bambina. C’è solo il tempo di ripetere a tutti, parole che nella loro semplicità sono affatto banali: «Quello che è successo è molto doloroso. Io chiedo di sapere, che si accerti la verità. Io sono la mamma di Chiara». Leggi il seguito di questo post »

dicembre 1, 2011

Turismo sessuale minori: agli italiani l’atroce record

Posted in turismo sessuale tagged , , , , , , , at 10:02 di wildgreta

Turismo sessuale minori: agli italiani l'atroce record

di Ilaria Cozzi

Si è conclusa l’11 novembre l’Assemblea di ECPAT International, l’organizzazione che dal 1990 combatte la prostituzione minorile.

Grazie a ECPAT si è potuto, nel corso degli anni, approfondire e comprendere meglio il fenomeno, in modo da poterlo contrastare nel miglior modo possibile.

Infatti si stima che il “fatturato” annuo del traffico di donne, uomini e bambini sia di 32 miliardi di dollari. In questo mercato i minori corrispondono al 22% delle persone messe in vendita.

Cifre confermate tragicamente dalle vittime identificate. Sono 21.400, secondo l’Ufficio delle nazioni Unite. Dal 2003 l’incidenza dei minori su questa atroce statistica è passato dal 15% al 22%.

L’età dei minori varia dai 14 ai 17. In contesti in cui vi sono forti stereotipi di genere si è riscontrato un traffico a fini di prostituzione anche di bambini tra gli 11 e 12 anni. Oltretutto, è in aumento anche il mercato di persone all’interno dei paesi stessi: in Centro e Sud America e in Africa il traffico interno sembra prevalere sul traffico internazionale.

Oggi il turismo sessuale con bambini è un problema globale. Il crescere del turismo di massa e dei voli low cost rendono alla portata di tutti viaggi verso mete esotiche e lontane dal proprio Paese. Internet facilita la conoscenza delle nuove mete e la condivisione di materiale pedopornografico. Si aggiunga, a tutto ciò, una specifica sui nostri connazionali, turisti del sesso con bambini. Negli ultimi anni hanno scalato pesantemente i primi posti di questa terribile “classifica” in Repubblica Dominicana, Colombia e Brasile. Se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya.

Ma chi sono i turisti sessuali? I turisti sessuali a danno di minori possono essere sposati o single, maschi o femmine, stranieri o locali, ricchi o turisti con budget limitato. Possono avere un alto livello socio-economico o provenire da un ambiente svantaggiato. Anche se non ci sono particolari distinzioni nei modelli di comportamenti sociali o specifici manierismi, è possibile separare i turisti sessuali in tre distinte categorie: turisti sessuali occasionali (spesso in quel Paese per lavoro), la maggioranza; turisti abitudinari (acquistano residenze che abitano in alcuni periodi dell’anno) e, infine, pedofili. L’età del turista sessuale si è abbassata (tra i 20 e i 40 anni) e non corrisponde più esclusivamente al vecchio cliché del pedofilo classico. Leggi il seguito di questo post »

giugno 12, 2011

Sette d’Italia: libro denuncia sui pericoli dei gruppi pseudoreligiosi

Posted in sette, sette religiose tagged , , , , , at 23:12 di wildgreta

Mario Rodriguez Cobos.

di Gaetano Farina (da lettera43.it)

In Italia non esistono solo le sette sataniche. Nonostante la loro proliferazione sia inarrestabile, nel Belpaese ci sono anche molte organizzazioni new age e pseudoreligiose che possono essere altrettanto pericolose per l’anima e la psiche di persone anche dotate intellettivamente.

A guidarci alla scoperta delle sette d’Italia sono due giornalisti d’assalto, Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, che in Occulto Italia (Bur, 500 pagine), hanno analizzato struttura, guru, finanza e tecniche di persuasione delle sette più diffuse sul nostro territorio.
Tra i casi analizzati non c’è solo la conosciuta chiesa di Scientology di Tom Cruise e John Travolta, ma anche il Movimento umanista, il Soka Gakkai di Sabina Guzzanti e l’ontopsicologia che vanta tra i suoi adepti anche Marcello Dell’Utri.
Ma la setta a cui si dedicano maggiormente i due autori di Occulto Italia, è quella dello Stato di Damanhur, fondata da Oberto Airaudi in provincia di Ivrea, in cui i seguaci cedono tutto il patrimonio alla loro guida e si impegnano  a contribuire, con le loro risorse, al mantenimento economico della nazione damahuriana, senza potere pretendere di recuperare i loro patrimoni.

Domenica, 12 Giugno 2011

Nel nostro Paese si concede troppo spazio al fenomeno delle sette sataniche. Certamente la loro proliferazione è inarrestabile e, dal punto di vista giornalistico, si tratta di un argomento che fa breccia nell’attenzione e curiosità della gente. Ma le sette non devono per forza essere sataniche, tanto è vero che alcune organizzazioni new age e pseudoreligiose possono risultare altrettanto pericolose per l’anima e la psiche di persone anche dotate intellettivamente.
Giovandosi dei vuoti legislativi in materia di plagio, sono centinaia i gruppi settari, di svariata estensione, che in Italia continuano a circuire persone di qualsiasi età e di qualsiasi estrazione sociale. Alcuni di questi, addirittura, sono ben conosciuti, se non famosi, ma agli occhi dei più e dell’opinione pubblica non risultano affatto una setta.
IL MOVIMENTO UMANISTA. Il caso più clamoroso è rappresentato dal Movimento umanista che ha ‘attecchito’ anche qui in Italia. I suoi attivisti, come in America Latina e nel resto del mondo, sono considerati dei pacifisti ed, effettivamente, la pace e la cooperazione sono alcuni dei valori su cui si regge il movimento. Quello che non sa quasi nessuno è che il movimento venera una sua specie di santo(ne), Silo, ossia lo scomparso Mario Rodriguez Cobos, capo carismatico a livello mondiale. E tutti ignorano, soprattutto, che non è proprio indolore uscirne completamente, cioè non averne più a che fare per sempre.
Almeno stando a ciò che ci raccontano nel loro libro Occulto Italia i due giornalisti d’assalto Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli che, in quasi 500 pagine edite da Bur, analizzano struttura, guru, finanza e tecniche di persuasione delle sette, non sataniche, più diffuse sul nostro territorio. Leggi il seguito di questo post »

LA MONICA, CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER EX CONSULENTE STEFANO ZANETTI

Posted in attualità tagged , , , , , at 22:38 di wildgreta

Il sociologo Stefano Zanetti

Di Wildgreta

Dopo la chiusura del suo blog “Il Giustiziere” da parte dell’autorità giudiziaria, un’altra batosta per il sociologo Stefano Zanetti, ex consulente di Pino la Monica, il maestro di teatro condannato per abusi su 8 allieve a 9 anni e nove mesi.L’accusa per Zanetti è quella di aver esercitato pressioni su di una testimone del processo di Pino La Monica. Zanetti si è proclamato innocente e infatti lo è e lo sarà, fino a prova contraria.Ovvero fino a quando non ci sarà una sentenza. Quindi attendiamo le notizie e, al contempo, facciamo i nostri migliori auguri a un ex blogger ed ex consulente, che aveva fatto del garantismo verso le persone processate per pedofilia una sua battaglia personale.Anche noi siamo garantisti, il problema è quando il garantismo si estende anche nei confronti dei condannati in via definitiva, restiamo perplessi. Là il nostro garantismo si ferma, per qualcun’altro invece prosegue con il vento in poppa, e ancora con maggior vigore.  Seguiremo il caso Zanetti come abbiamo fatto con altri casi, ma senza particolare enfasi.

Consulente di Pino nel mirino del pm “Processatelo”

Chiesto il rinvio a giudizio per il sociologo Zanetti per aver contattato una testimone poi sentita a processo

  • di Tiziano Soresina

Mentre il processo d’appello sulla delicata vicenda che coinvolge l’educatore-attore 38enne Pino La Monica rischia di avere tempi molto lunghi, è invece ormai prossimo all’udienza preliminare un caso giudiziario nato proprio durante il contrastato evolversi del procedimento – a porte chiuse – per pedofilia.

Si tratta dell’inchiesta scattata nel giugno 2009, quando il pm Maria Pantani, rilevò in aula che quanto riferito da una persona sentita in udienza configurava un reato, annunciando così alla Corte che intendeva procedere per subornazione di testimone contro un consulente della difesa, cioè il sociologo bolognese 42enne Stefano Zanetti.

Nel gennaio 2009 era stato annunciato – con un comunicato-stampa – l’ingresso di Zanetti nello staff difensivo di La Monica insieme allo psichiatra Camillo Valgimigli: ma nell’udienza del 10 giugno 2009 i due consulenti della difesa erano stati allontanati dall’aula perché il pm Pantani aveva contestato la loro presenza, rimarcando che si trattava di un processo a porte chiuse e che la legge prevede possano assistere alle testimonianze solo l’imputato e il suo difensore. Valutazioni fatte proprie quel giorno dalla Corte che, con un’ordinanza, aveva fatto uscire dall’aula i due consulenti.

Ma per il sociologo Zanetti in quell’udienza i contrasti con la pubblica accusa sarebbero divenuti più pesanti, perché la psicologa sentita quel giorno in aula svelava di essere stata contattata alcuni mesi prima da «qualcuno» facente parte dello staff di consulenti della difesa. E quel «qualcuno» lo identificava nel sociologo bolognese, che si sarebbe fatto vivo con lei per chiederle un incontro.

Una «mossa» ritenuta non legittima dal pm Pantani, perché quel contatto fra Zanetti e la psicologa (ritenuta un testimone importante dalla procura) sarebbe avvenuto quando le indagini sul caso-La Monica non erano ancora chiuse e con l’intenzione di far ritrattare la professionista, da qui l’accusa per il sociologo di subornazione di testimone.

Una ricostruzione sempre contestata da Zanetti che sostiene d’aver agito correttamente e non certo per mettere «pressione» alla psicologa. Di diverso avviso il pm Pantani che ha chiuso l’inchiesta e chiesto il rinvio a giudizio per il sociologo

La professionista, come consulente di una scuola, aveva raccolto i racconti allarmanti di alcune minorenni frequentanti i corsi di teatro tenuti da La Monica, mettendo poi quelle parole delle studentesse nero su bianco in una relazione poi consegnata al preside dell’istituto scolastico.

http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/06/10/news/consulente-di-pino-nel-mirino-del-pm-quot-processatelo-quot-1.343540

maggio 23, 2011

PEDOFILIA, DON SEPPIA: FEDELI SOTTO SHOCK, ‘SIAMO SFIDUCIATI’

Posted in chiesa e pedofilia, Don Seppia, Pedofilia tagged , , , , , , at 17:43 di wildgreta

foto Ansa

18:17 – Dopo l’episodio delle telefonate a sfondo erotico denunciate da un medico, sulla condotta di don Seppia spunta un’altra testimonianza, questa volta interrna alla Chiesa. L’atteggiamento di don Riccardo non era piaciuta a don Piercarlo Casassa, parroco di San Giovanni a Recco. Il prete racconta che don Riccardo la mattina in parrocchia non c’era mai ma che soprattutto i chierichetti e gli scout provavano un forte disagio a stare con lui.

Don Piercarlo si lamentò con il cardinale Tettamanzi, all’epoca vescovo di Genova. Dopo qualche tempo don Seppia venne trasferito. A ciò si aggiunge l’episodio della vacanza al mare con i ragazzi dell’oratorio oraganizzata da don Seppia: al rientro nessuno volle più ripetere l’esperienza.

Note di Wildgreta

Insomma, il prete era chiacchierato, si sapeva che faceva tardi la notte, che frequentava locali gay.E’ incredibile che con tutte queste voci, nessuno abbia fatto nulla.Pare che l’unica cosa che non si sapesse in giro era che avesse una predilezione per i bambini. Per il resto, tutto rientrava nella norma?

(AGI) – Genova, 23 mag. – E’ sotto shock e sfiduciata la comunita’ di fedeli di via Calda, a Sestri Ponente, dopo l’arresto con l?accusa di pedofilia di Don Riccardo Seppia, ex parroco della Chiesa di Santo Spirito. “Siamo sfiduciati – afferma un anziano parrocchiano – perche’ non ce lo aspettavamo. Giravano voci sul fatto che tornasse tardi di notte e che frequentasse locali per omosessuali ma non si sapeva nulla riguardo ai bambini. Ci vorra’ molto tempo prima di riavvicinarci alla chiesa”. Le voci sull?ex parroco sono confermate anche dagli altri residenti della zona. “Avevo sentito delle storie su Don Riccardo – racconta un uomo che abita a pochi metri dalla parrocchia – ma non avevo dato loro troppo peso. Ha anche battezzato mia figlia e mia moglie portava sempre mio figlio in chiesa e a catechismo. Io lo conoscevo di vista e non mi ero accorto di nulla”. Un anziano, che, appena interrogato sulla vicenda si professa ateo, ricorda che “anche il prete che c’era prima di Don Seppia dicono che bevesse e fosse un donnaiolo. Lui poi…e’ peggio del peggio.
E’ un vero schifo”. Una giovane mamma confessa di essere “sotto chock. Adesso e’ uscita anche la notizia della sieropositivita’…Se ha sbagliato e’ giusto che paghi” .

PEDOFILIA, L’AMICO DI DON SEPPIA: HO PAGATO QUEI RAGAZZI E HO PASSATO I LORO NUMERI A DON SEPPIA

Posted in chiesa e pedofilia, Pedofilia tagged , , , , , at 17:34 di wildgreta

PEDOFILIA: SU DON SEPPIA TRE VERSIONI PER UNA SOLA STORIA

 16:44 23 MAG 2011

(AGI) – Genova 23 mag. – “Ho fatto sesso a pagamento sia con Emanuele Alfano sia con don Riccardo Seppia. E, in entrambi i casi, ero minorenne”. E’ questa l’ammissione fatta ai carabinieri del Nas dal ragazzo di origini egiziane, diciottenne da dicembre scorso, che ha portato in carcere l’ex seminarista Alfano, 24 anni, confidente e complice di don Seppia, 51 anni, arrestato per violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti. La dichiarazione e’ stata resa sabato 14 maggio, un giorno dopo l’arresto del sacerdote.

CONVALIDATO L’ARRESTO DEL COMPLICE

Non solo: il giovane ha riferito di avere presentato sia ad Alfano sia a don Seppia un suo amico, un minorenne albanese, il quale avrebbe consumato rapporti sessuali a pagamento con entrambi. Per questo il diciottenne e’ stato indagato: e’ accusato di induzione alla prostituzione minorile. Leggi il seguito di questo post »

Sarah Scazzi: avviso di garanzia per Cosima Serrano

Posted in SARAH SCAZZI tagged , , , , , , , at 17:26 di wildgreta

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maggio 1, 2011

PAS (SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE): UN CONVEGNO PER CAPIRE COS’E’

Posted in Cronaca, Giustizia tagged , , , , , , , , , , , , , , at 12:10 di wildgreta

SINDROME ALIENAZIONE PARENTALE (PAS): 6 MAGGIO CONVEGNO INTERNAZIONALE

http://wildgreta.files.wordpress.com/2011/05/locandinainternet-27aprile.jpg?w=492&h=697

SCARICA LA  LocandinaPDF-

Come l’invenzione di un ideologo della pedofilia è entrata nelle aule dei tribunali Roma, 6 maggio 2011 ore 14.00 – TEATRO LO SPAZIO VIA LOCRI 42/44 (FERMATA METRO SAN GIOVANNI, USCITA COIN)

Relatori del convegno: Girolamo Andrea Coffari, avvocato, presidente del Movimento per l’Infanzia, Firenze Claudio Foti, psicologo psicoterapeuta, presidente del centro Hansel e Gretel, Torino Roberta Lerici, Italia dei Valori e responsabile MIF per il Lazio Roberto Mazza, psicoterapeuta, docente Psicologia sociale Università degli Studi di Pisa Alessandra Lumachelli, sociologa, Università Politecnica delle Marche Andrea Mazzeo, psichiatra, Dirigente Medico, CSM, ASL di Lecce Sonia Vaccaro, psicologa clinica, specialista in “Victimologia y violencia de género”, Madrid

Programma: 14.00-14.20 Apertura del Convegno, saluto on.le Niccolò Rinaldi europarlamentare europeo Gruppo ALDE

14.20-14.40 Saluti iniziali di interventi delle autorità Moderatori Roberta Lerici e G. Andrea Coffari

14.40-15.10 D.ssa Sonia Vaccaro: la situazione in Spagna

15.10-15.40 Dr Andrea Mazzeo: la falsa sindrome in Italia

15.40-16.10 Avv. Girolamo Andrea Coffari: la Pas l’autodafè e la Santa Inquisizione

16.10-16.30 Break

16.30-17.00 Dr Claudio Foti: le radici del negazionisimo dell’abuso sui bambini

17.00-17.30 Roberta Lerici: Gardner e la terapia della minaccia

17.30-18.00 Prof. Roberto Mazza: Il bambino tra “giochi familiari” e istigazione

18.00-18.30 D.ssa Alessandra Lumachelli: La costruzione sociale della PAS 18.30-19.00 Domande del pubblico Conclusioni Sen. Stefano Pedica Moderatori: Andrea Coffari e Roberta Lerici

Segreteria Scientifica: Andrea Coffari, Claudio Foti, Andrea Mazzeo, Roberta Lerici.

Segreteria organizzativa: Associazione Valore Donna

Info: movimentoinfanzialazio@gmail.com

L’evento è rivolto a medici, psicologi, avvocati, assistenti sociali, esperti del settore minorile e persone in generale interessate al tema.

                             Il convegno è gratutito.

marzo 3, 2011

PEDOFILIA, 15 ANNI A DON RUGGERO CONTI PER ABUSI SU SETTE BAMBINI

Posted in abusi sessuali sui minori, don ruggero conti tagged , , , at 19:08 di wildgreta

I PARROCCHIANI LO DIFENDONO SU FACEBOOK:

Sul gruppo aperto dai sostenitori dell’innocenza di don Ruggero, è apparsa a sorpresa la notizia della condanna, accompagnata dalla frase “LA GIUSTIZIA ESISTE PER TUTTI”. La risposta, però arriva subito dopo, ed è molto piccata:”che ce fai te su sto gruppo brutto stronzo???.Poi, c’è qualcuno che cerca di mettere pace tra i due:” FARE DEL BENE A MOLTI NON SIGNIFICA FARE DEL BENE A TUTTI”

Giovedì 03 Marzo 2011 – 18:20

ROMA – Ha abusato di sette ragazzini minorenni, nell’arco di dieci anni, tra il 1998 e il maggio del 2008. Arrestato nel giugno di tre anni fa, è stato oggi condannato don Ruggero Conti, ex parroco della Natività di Maria Santissima a Roma. I giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale gli hanno inflitto una condanna di 15 anni e 8 mesi di reclusione. Il sacerdote è stato condannato per tutte le contestazioni, tranne che per un episodio per il quale il tribunale ha dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. I giudici, presieduti da Francesca Russo, hanno anche stabilito che l’imputato risarcisca in sede civile le parti offese costitute in giudizio, stabilendo intanto una provvisionale immediatamente esecutiva pari complessivamente ad oltre 200mila euro. Don Ruggero è stato anche condannato a pagare una multa di 42mila euro. Nessun commento è stato fatto alla lettura della sentenza dal prete.

PARROCCHIANI LO DIFENDONO «L’hanno messo in croce come Gesù Cristo». Questi alcuni dei commenti dei parrocchiani venuti a sostenere don Ruggero Conti alla lettura della sentenza di condanna emessa nei confronti del sacerdote. I parrocchiani si sono sfogati contro il tribunale e contro la stampa: «Giustizia è stata fatta», hanno commentato ironicamente. «Meno male che c’è una giustizia divina». «Un grande errore giudiziario». I fedeli sono stati tutti vicini a don Ruggero fino dalla mattina, quando è iniziata l’udienza. Poi si sono anche riuniti in preghiera durante la camera di consiglio. Tra le file dei presenti in aula, defilati anche alcuni poco convinti dell’innocenza del prete, che hanno lasciato il tribunale in silenzio, senza farsi notare.

VITTIMA: NON FARA’ PIU’ MALE A NESSUNO «Dopo tutto quello che mi ha fatto a questo punto me lo aspettavo, ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Speriamo che così non faccia più male a nessuno». Questo quanto riferito all’avvocato di parte civile, Fabrizio Gallo, da una delle vittime degli abusi da parte di don Ruggero Conti. Per il legale oggi «abbiamo perso tutti, una sentenza che colpisce le parti offese irrimediabilmente segnate da questa vicenda e, ovviamente, anche l’imputato che si farà il carcere». Secondo Gallo «il processo ha dimostrato che i fatti sono veri e che quindi le vite di molte persone sono irrimediabilmente distrutte. Mi auguro che la chiesa prenda una soluzione e tenda a risarcire le parti offese che sono state abbandonate, nessuna ha teso una mano per chiedere scusa o aiutarli»

http://www.leggo.it/articolo.php?id=109763&sez=ITALIA

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