Omicidio Meredith Kercher: no a domiciliari per Amanda knox

Maggio 18, 2008 at 1:11 am (Amanda, Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , )

» 2008-05-17 19:47

Lo decide gip di Perugia: non e’ mutato quadro accusatorio
(ANSA) - PERUGIA, 17 MAG - Il gip di Perugia ha respinto una richiesta dei difensori di Amanda Knox per la concessione degli arresti domiciliari. La studentessa di Seattle arrestata per l’omicidio di Meredith Kercher sarebbe stata ospitata in una struttura di accoglienza della Caritas. Gli avvocati di Amanda puntavano ad attenuare la misura cautelare ma allo stesso tempo anche a garantire le indagini. Il gip ha invece ritenuto che non sia mutato il quadro accusatorio nei confronti della Knox.

 

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Niscemi:Dolore e rabbia per l’addio a Lorena.Il parroco: giovani, non vivete da parassiti

Maggio 17, 2008 at 7:16 pm (Cronaca, omicidio Niscemi) (, , , , , )


I genitori di Lorena Cultraro con una immagine della figlia

Il dolore del papà: «No ai genitori
dei tre giovani assassini in chiesa»
NISCEMI (CALTANISSETTA)
A Niscemi migliaia di persone, amici e studenti, hanno partecipato ai funerali di Lorena Cultraro, la 14enne uccisa da tre minorenni e poi gettata in una vasca di irrigazione. Un corteo funebre si è snodato dalla casa della ragazzina fino alla Chiesa Madre del piccolo centro agricolo. In testa i compagni di scuola.

Giuseppe Cultraro, il papà della ragazza uccisa, ha chiesto che i famigliari dei tre giovani assassini non partecipassero alle esequie: «Non vogliamo in chiesa i genitori di chi ha ucciso mia figlia». Il dolore degli amici è nelle parole critte sullo striscione: «Nel cielo ora c’è un altro angelo, Lorena sarai sempre con noi». Il feretro è stato portato a spalla dai vigili del fuoco, colleghi del padre della ragazzina. In chiesa non sono state ammesse nè telecamere nè fotografi. Grande folla sia all’esterno che dentro il luogo di culto. La nonna della ragazza ha avuto un mancamento, ed è stata soccorsa.

Il parroco, don Pasquale Mallia, durante l’omelia si è rivolto soprattutto ai giovani. «Dio ha chiamato la città servendosi di questo fatto, perchè Niscemi è stata coperta da una coltre. I giovani devono essere coinvolti e interrogarsi per quello che è successo. Devono trovare energie, sentimenti e propositi per il futuro. I giovani devono essere eroi, audaci e forti - ha ribadito davanti ai molti coetanei e compagni di Lorena - per andare controcorrente, non accettare compromessi, prevaricazioni e allontanarsi dalle tendenze che spersonalizzano e riducono le persone a semplici masse».

Gli ultimi a rendere l’estremo saluto a Lorena, a conclusione della cerimonia religiosa, sono stati il preside dell’Istituto tecnico commerciale frequentato dalla ragazza, Fernando Cannizzo, e il sinmdaco di Niscemi Giovanni Di Martino, che a nome della città ha chiesto «perdono». Il preside ha utilizzato parole come sgomento, pietà, rispetto. Il sindaco ha parlato di «giorni terribili», ma ha sottolineato anche la «solidarietà ricevuta da ogni parte d’Italia» ed infine si è rivolto direttamente alla ragazza uccisa con accenti commossi: «Mia cara Lorena, a nome della città, a nome di tutti noi ti chiedo perdono. Non siamo stati capaci di interpretare il tuo disagio, di raccogliere il tuo appello, il grido d’aiuto e di dolore che da te giungeva».

La Stampa 17/5/2008 (17:46)

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LORENA: LA BARA BIANCA ESCE DA CHIESA TRA NOTE SILENZIO

Maggio 17, 2008 at 7:00 pm (Cronaca, omicidio Niscemi) (, , , , , )

(AGI) - Caltanissetta, 17 mag. - Poco dopo le 16.30 la bara bianca di Lorena Cultraro, ha lasciato la chiesa madre di Niscemi, dove sono stati celebrati i funerali della quattordicenne uccisa da tre ragazzi del paese di 15, 16 e 17 anni. Un lungo applauso e’ partito spontaneo dalla gente. Non tutti sono potuti entrare nell’edificio sacro stracolmo e molti hanno atteso nel piazzale antistante di poter dare l’ultimo saluto alla ragazzina. Alle esequie hanno partecipato un migliaio di persone; numerosi coloro che sono arrivati dai paesi vicini. Assalto anche di telecamere e fotografi, giunti da ogni parte d’Italia. All’uscita del feretro, accompagnato mestamente dai genitori, dai parenti, e da numerosi giovani in direzione del cimitero, da un balcone con una tromba sono state intonate le note del silenzio. Presenti quasi tutte le amministrazioni comunali della provincia di Caltanissetta con i loro gonfaloni. (AGI)

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L´ITALIA DELLE PSICOSETTE I MANIPOLATORI DELLA MENTE

Maggio 17, 2008 at 1:10 pm (Cronaca, abusi sessuali., attualità, sette) (, , , )


Sono centinaia e si nascondono dietro aziende e gruppi motivazionali Con la promessa di guarire l´anima truffano e commettono reati sessuali
venerdì 16 maggio 2008 ,  la Repubblica
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Lorena sfigurata a calci, poi la morte. L’autopsia

Maggio 17, 2008 at 12:47 pm (Cronaca, omicidio Niscemi) (, , , , , )


Lorena

Uno dei baby killer: «Signor giudice, ora che ho confessato posso tornare a casa?»
MARIA CORBI
È il giorno dell’addio nella Chiesa Madre per Lorena tornata in una bara bianca a Niscemi. Una veglia funebre, ieri sera, al cimitero con mamma e papà, senza più lacrime per il dolore. Non c’è spazio per il perdono tra questa gente affranta, che riceve come una pugnalata la notizia, pubblicata dal Giornale di Sicilia, secondo cui uno dei tre assassini dopo la confessione avrebbe detto al giudice: «E adesso posso tornare a casa?». Estremo gesto di sprezzo, un senso di impunità, l’incapacità di capire quello che è successo. Con il magistrato che perde la pazienza e urla: «Ma lo capisci che hai confessato un omicidio? Ma dove vuoi andare?». Carmelo Ragusa e Francesco Spataro, gli avvocati degli aguzzini, sostengono che questa frase non è mai stata pronunciata: «Eravamo dentro la stanza dell’interrogatorio, non so da dove venga una falsità tale che serve solo a far aumentare la rabbia della gente, e non sembra proprio che ce ne sia bisogno». Leggi il seguito di questo post »

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Austria: nella mente del padre aguzzino

Maggio 17, 2008 at 12:43 pm (Abusi sui minori, Cronaca, incesto austria, mostro austria) (, , , , , )

 

di Franca Roiatti, da Amstetten

“Era un uomo davvero intelligente”, “No, non era affatto stupido”. I due clienti della panetteria di fianco alla casa di Josef Fritzl parlano del padre mostro al passato, quasi fosse morto. Stremati dalla ribalta mondiale alla quale loro malgrado sono costretti, gli abitanti di Amstetten, in Austria, vogliono dimenticare quell’uomo “intelligente” e i 24 anni di orrori che ha inflitto alla figlia Elisabeth, resa madre per sette volte, nel buio di un bunker di 55 metri quadrati. Sepolta viva sotto la casa dove era cresciuta, insieme a tre dei sei bambini sopravvissuti, mentre tutti là sopra, madre compresa, la credevano fuggita con una setta. A convincerli era stato lui, il padre mostro.
Nessuno riesce a credere che un inganno così grande possa essere stato creato e conservato da una sola persona, da una sola diabolica mente. Eppure, a tre settimane dalla liberazione di Elisabeth e dei suoi tre figli, la polizia continua ad aggrapparsi a questa versione: non c’erano complici.
La risposta definitiva verrà dalle analisi sulle tracce raccolte nella cantina-prigione in oltre 15 giorni di lavoro da una squadra di 40 specialisti. Per ora Franz Polzer, capo della polizia della Bassa Austria, riassume a Panorama: “Fritzl è un uomo straordinario, con capacità straordinarie, molto intelligente, molto forte fisicamente e con una eccezionale motivazione sessuale”.
Un’ossessione incontrollabile per le donne, che gli ha fatto accumulare una condanna per stupro, una per tentata violenza e una per atti osceni. Una notte del 1967 entrò nella camera di un’infermiera di Linz poco più che ventenne e abusò di lei. Fece soltanto 18 mesi di carcere, forse perché il giudice ritenne che quel padre di 32 anni dovesse tornare dai quattro figli e dalla moglie Rosemarie, sposata quand’era poco più che una bambina, a 17 anni, dopo averla messa incinta: “Era meravigliosa, ma molto più fragile e timida di mia madre” ha rivelato Fritzl al suo avvocato Rudolf Mayer in un interrogatorio-intervista pubblicato dal settimanale austriaco News.
Una madre padrona, quella di Fritzl, che buttò fuori di casa il “perdigiorno” da cui aveva avuto Josef, per crescere il bimbo di 4 anni da sola, all’insegna dell’ordine e della più stretta disciplina, riuscendo a garantirgli la formazione da ingegnere elettrotecnico che si rivelerà fondamentale nel progettare e realizzare la prigione degli orrori. “Era la migliore donna del mondo, il capo della casa, e io il suo unico uomo” ha raccontato Fritzl, che nella sua vita di marito e padre ha ritagliato per sé il ruolo di boss familiare.
“I suoi figli l’hanno descritto come un tiranno, prepotente, che ha sempre preso ogni decisione da solo, impedendo a chiunque di fargli domande” spiega Polzer, citando l’interrogatorio dei sei fratelli e sorelle di Elisabeth, che affermano di non avere mai avuto il minimo sospetto su ciò che avveniva nella loro cantina.
Il “mio regno” l’ha definita il mostro, un luogo pensato a lungo e a lungo perfezionato. Quando nel 1978 ha allargato la casa, edificando il corpo posteriore, un blocco di cemento con poche finestre piccolissime e protette da sbarre, ha costruito oltre al bunker antiatomico autorizzato una stanza in più, segreta. “A questa ha collegato un’altra piccola camera appartenente alla cantina dell’immobile antico, affacciato su Ybbsstraße, di cui nessuno sapeva nulla, dando così forma alla prigione” chiarisce Polzer. “Una prigione che è rimasta nascosta dietro una parete fino al 1993″ quando ha dovuto allargare lo spazio vitale per Elisabeth, da 9 anni rinchiusa sotto terra e ormai madre di tre bambini. Leggi il seguito di questo post »

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Marcelletti: legali chiedono la scarcerazione

Maggio 17, 2008 at 12:11 am (Cronaca, Pedopornografia) (, , )

16 mag 22:13 CronachePALERMO - Hanno chiesto la scarcerazione i legali del cardiochirurgo Carlo Marcelletti, agli arresti domiciliari dalla scorsa settimana con le accuse di truffa, peculato, concussione e produzione di materiale pedopornografico. Gli avvocati hanno presentato l’istanza al tribunale del Riesame. Anche la pubblica accusa aveva presentato ricorso contro la concessione degli arresti domiciliari, chiedendo pero’ per Marcelletti la custodia cautelare in carcere. L’udienza del Riesame si terra’ il 28 maggio prossimo. (Agr)

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«Ho confessato, posso andare via?» La richiesta di Alessandro al gip

Maggio 16, 2008 at 9:51 pm (Cronaca, omicidio Niscemi) (, , , , )

Un’amica di Lorena: fece il test, non era incinta

FILIPPO D’ARPA Caltanissetta. «Signor giudice le ho confessato tutto, ora posso andare a casa?». In una stanza della caserma dei carabinieri, la domanda di uno dei tre assassini di Lorena, gela il sangue anche al magistrato che ha appena finito di interrogarlo: «Ma lo capisci che hai confessato un omicidio? Ma dove vuoi andare?». Leggi il seguito di questo post »

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Delitto Niscemi: «Il papà di uno degli assassini mi minacciò»

Maggio 16, 2008 at 9:48 pm (Cronaca, omicidio Niscemi) (, , , )

 

«Il padre di uno dei ragazzi assassini, prima che si trovasse il corpo di mia figlia mi ha anche minacciato, quando ci siamo incontrati in caserma. «Che fai tu qua?», mi ha detto. Poi ha aggiunto: “Attento a come parli se no ti ammazzo”. La solidarietà è giunta ora che mia figlia è morta. Prima solo pochi amici mi sono stati accanto. Mia figlia era timida, non come dicono. Voleva solo fare la parrucchiera». È l’agghiacciante racconta di Giuseppe Cultraro, il papà di Lorena. Ieri, all’uomo, vigile del fuoco volontario e imbianchino, e alla moglie Livia Cicci, casalinga, è stata mostrata la salma di Lorena per il riconoscimento del corpo. I genitori della vittima continuano a chiedere «giustizia». Ma se i tre minorenni dovessero essere ritenuti colpevoli, non saranno mai condannati all’ergastolo: il codice non lo prevede per i ragazzi dai 14 ai 17 anni. f. d. a.

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Lorena:guerra di accuse fra le famiglie e altre analisi per scoprire se era incinta

Maggio 16, 2008 at 6:56 pm (Cronaca, omicidio Niscemi) (, , , , , )

Catania, 16 maggio 2008 - Saranno approfonditi esami istologici, i cui risultati si sapranno fra alcuni giorni, a chiarire se Lorena Cultraro, la ragazza di 14 anni di Niscemi (Caltanissetta) assassinata da suoi tre compaesani minorenni era incinta.

L’autopsia eseguita oggi all’ospedale di Caltagirone non è riuscita a dare subito una risposta al quesito formulato dalla procura dei minori che aveva disposto l’esame necroscopico. Per effetturare gli esami più approfonditi, è stato asportato l’utero della ragazza.
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